ERIC FRIED
Erich Fried è nato a Vienna nel 1921, nel 1938 lasciò l'Austria e si trasferì a London. Tra i suoi volumi di poesia: Germania (Deutschland, 1944), Contestazioni (Anfechtungen, 1967), Cento poesie senza patria (100 Gedichte ohne Vaterland, 1978). Tra i romanzi e racconti: Figli e pazzi (Kinder und Narren, 1957), Un soldato e una ragazza (Ein Soldat und ein Mädchen, 1960), Quasi tutto il possibile (Fast alles Mögliche, 1975). Nei suoi testi la sperimentazione formale si unisce all'impegno politico. Nel 1988 viene pubblicato un suo libro di poesie: “È quel che è. Poesie d'amore di paura di collera”, che avrà grande successo per il pubblico italiano e, da cui sono tratte la maggior parte delle poesie che seguono
MA
La
prima volta mi sono innamorato
dello splendore dei tuoi occhi
del tuo riso
della tua gioia di vivere
Adesso
amo anche il tuo pianto
e la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi.
Ma
contro la paura
ti aiuterò
perché la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi
EROTISMO
Liberarsi
con te
perché non ci sia mai più bisogno
di vergognarsi
E dire:
“In fondo
è tutto qui”
Possiamo finalmente fare
tu con me
io con te
tutto
quel che vogliamo
anche questo
in cui vi è molto
e
che mai abbiamo fatto
e mai diremo
a nessuno.
NOTTE A LONDRA
Tenere
le mani davanti al viso
e non aprire
più gli occhi
vedere solo un paesaggio
monti e ruscello
e sul prato due animali marroni
contro il declivio verde chiaro
verso il bosco più scuro.
E cominciare a fiutare
l’erba falciata
e lassù sopra gli abeti
in lente volute un uccello
piccolo e nero
contro l’azzurro del cielo
E tutto
in perfetta quiete
e così bello
che si sa
vale la pena la vita
perché si può credere
che tutto ciò vi sia davvero.
BAMBINI A SINISTRA
Chi
dice ai bambini
dovete pensare a destra
è di destra
chi dice ai bambini
dovete pensare a sinistra
è di destra
Chi dice ai bambini
non dovete pensare affatto
è di destra
chi dice ai bambini
quel che pensate è indifferente
è di destra
Chi dice ai bambini
quello che lui pensa
e dice loro anche
che vi potrebbe essere qualcosa di sbagliato
è forse
di sinistra.
MOLTE COSE
possono
essere ridicole
per esempio baciare il
telefono
quando vi ho sentito la
tua voce
Ancora piu' ridicolo e
triste
sarebbe non baciare il
telefono
se non posso baciare te
VECCHIAIA
Alla
fine forse
saluterò di nuovo gentilmente
come
da bambino
quando ero solo:
“buongiorno, signor fiore”
“buonasera, signor albero”
inchinandomi
e toccandoli con la mano
li ringrazierò
per avermi concesso il loro tempo.
Solo
che mi rispondano
dicendomi anche loro “buongiorno”
e “buonasera”
non lo crederò più
O
forse si?
è di questo che ho paura.
FERMO PROPOSITO
Perché
ci vogliamo
non solo curare
ma anche boccare
e pellare e vellare
e bracciare e senare e ventrare
e sessare
e di nuovo manare e piedare
A UNA DONNA CHE SEGA I NERVI
Con
i tuoi problemi
dicono
sei
una sega per i nervi
Amo la punta
e il taglio
di ogni dente
e la sua lama lucente
e anche il suo manico rotondo
QUEL CHE E’
E’
assurdo
dice la ragione
è quel che è
dice l’amore
E’
infelicità
dice il calcolo
non è altro che dolore
dice la paura
è vano
dice il giudizio
è quel che è
dice l’amore
è ridicolo
dice l’orgoglio
è avventato
dice la prudenza
è impossibile
dice l’esperienza
è quel che è
dice l’amore
CONGEDO
Il
bene
se
ne vola via
là
dove
non
tutto
sempre
ricade
nel passato
ma
ogni giorno
va
su
e
va giù
come
il sole
ATTESA
La
tua voce lontana
al
telefono così vicina
e
presto dalla vicinanza
la
sentirò più lontana
perché
dalla tua bocca
alle
mie orecchie
deve
percorrere la lunga strada
che
passa per i tuoi seni
oltre
l’ombelico
e
la piccola collina
e
per tutto il tuo corpo
lungo
il quale ti guardi
giù
giù fino alla mia testa
che
ha il viso
sepolto
fra le tue cosce sollevate
nel
vello
e
nel tuo grembo.
LEGGERE POESIE
Chi
da
una poesia
si
aspetta la salvezza
dovrebbe
piuttosto
imparare
a
leggere poesie
Chi
da
una poesia
non
aspetta alcuna salvezza
dovrebbe
piuttosto
imparare
a
leggere poesie.
MALINTESO DI DUE SURREALISTI
“Piove”
disse
lei
“un
uomo dal cappotto nero
passa
per la via”
disse
lei.
Magritte
però
non
la sentiva
più
tanto bene
(infatti
lei lo disse soltanto
anni dopo la morte di lui)
Così
non sentì più
le
ultime tre parole
e
capì soltanto
“piove
un uomo dal cappotto nero”
e
lo dipinse.
SPAZIO VUOTO
Ogni
volta
che
penso a te
si
forma nella testa
uno
spazio vuoto
una
specie di anticamera a te
dove
non c’è nient’altro
Constato
alla
fine di ogni giorno
che
nella testa
dev’essere
rimasto molto più spazio vuoto
di
quanto non credessi.
FORSE
Ricordare
è
forse
il
modo più tormentoso
di
dimenticare
e
forse
il
modo più gradevole
di
lenire
questo
tormento
SOLTANTO NON SAREBBE
La
vita
sarebbe
forse
più semplice
se
io
non
ti avessi mai incontrata
ogni
volta
che
dobbiamo separarci
meno
paura
della
prossima separazione
e
di quella che ancora verrà
e
anche meno
di
quella nostalgia imponente
che
quando non ci sei
pretende
l’impossibile
e
subito
fra
un istante
e
che poi
giacché
non è possibile
si
sgomenta
e
respira a fatica
La
vita
sarebbe
forse
più
semplice
se
io
non
ti avessi incontrata
soltanto
non sarebbe
la
mia vita.
SEMPRE PIU’ DIFFICILE
Vederti
una volta sola
e
poi mai più
dev’essere
più facile
che
vederti ancora una volta
e
poi mai più
Vederti
ancora una volta
e
poi mai più
dev’essere
più facile
che
vederti ancora due volte
e
poi mai più
Vederti
ancora due volte
e poi mai più
dev’essere
più facile
che
vederti ancora tre volte
e
poi mai più
Ma
io sono uno sciocco
e
voglio vederti
ancora
molte volte
prima
di
non poterti vedere
mai
più.