Come un diario...
Pensieri semplici
A
volte penso come può esser strana la vita, cerchiamo a fatica
qualcosa…qualcuno con cui vivere emozioni e viaggi straordinari e poi
scopriamo che in fondo la vera avventura sta nell’amare le cose semplici.
Ognuno
di noi conserva un desiderio nascosto in fondo al cuore, il ritmo della vita
spesso ci impedisce di averne cura…di inseguirlo…, ma forse è proprio
l’idea del desiderio che ci fa andare avanti, che ci permette ogni mattina di
alzarci e affrontare la giornata, di costruire sogni e palazzi, di continuare a
sorridere. Quando nasciamo non sappiamo nulla di quel che avverrà, di cosa
saremo da grandi, come sarà la nostra vita… Facciamo progetti e sogniamo
avventure in paesi lontani con fate e principi, ma poi accade che si diventa
adulti e sogni e desideri perdono il loro colore e si rifugiano in un angolino
della nostra mente dando spazio a cose più importanti per il mondo degli
uomini.
Ma
nelle notti solitarie accade che torna agli occhi quel desiderio di emozione,
quella voglia di vivere dentro una favola… Per una strana magia o
combinazione, sono giorni questi in cui la mia realtà è diventata sogno o il
sogno realtà, non è un gioco di parole, ma non saprei spiegarlo altrimenti. E
poi sei arrivata tu, con le tue parole, la tua voglia di vivere, la tua
speranza, la tua tenerezza di bimba.
Allora
se vorrai ti aspetterò sul dondolo e potremo finalmente toccarci con gli occhi
e col sorriso.
La casa che parlava
Sembrava
la casa della favola di mamma orsa, la porta era socchiusa così, senza pensarci
due volte sono entrata, era bellissima. Era tutta in pietra, di quelle pietre
che solo il mare sa modellare e colorare. Fuori dalla porta c’era un piccolo
albero di melograno, sembrava chiedere di poter bere un po’, così quasi
meccanicamente ho aperto la fontana che stava lì vicino. Entrai in casa, le
stanze erano vuote, ma una cosa mi colpì: era come se quella casa fosse stata
abitata da sempre o mai del tutto abbandonata, era come se qualcuno l’amasse
più di ogni altra cosa, come se avesse bisogno di essere amata, curata,
abbellita, lei, così grande e imponente, ora stava riprendendo la luce che
altri avevano spento. Sul pavimento ogni mattonella era diversa l’una
dall’altra, erano vecchie, colorate, calde, quello che predominava erano i
colori della natura e del silenzio. Finalmente un po’ di pace, di calma, era
il posto ideale per trovare rifugio quando proprio non ce la fai più, quando
tutti ti assalgono, ti chiamano, ti vogliono sbranare piano piano, quando i
telefoni squillano, quando la gente ti invade.
Dietro
la grande casa ce n’era un’altra più piccola e un po’ più timida, entrai
e mi sembrò di trovarmi in un bazar, c’era di tutto, vecchi mobili, lampade
ammassate l’una sull’altra, libri, barattoli di vernice, specchi, macchine
da cucire, appendiabiti, carte, mattoni, botti, ferri vecchi, ma ogni oggetto
era lì per un motivo, ogni piccolo oggetto aveva una storia da raccontare, e
tutti insieme formavano tante vite. Chissà di chi era quella sedia con la
spalliera rotta, e quell’anfora, e poi quel tavolo così malandato, e quale
storia nascondeva quella grata di ferro?Ogni cosa viveva là in quella casa con
un segreto da nascondere o da raccontare nelle fredde sere d’inverno accanto
al fuoco. Era una casa davvero speciale, intorno c’erano vecchie mattonelle
accatastate e tante pietre , ne presi qualcuna e cominciai a comporre sulla
terra dei disegni , alla fine "smontai" la mia "opera
d’arte" e lasciai solo una parola scritta, una parola che sa di vento, di
arcobaleni infiniti. Si, era proprio un bel posto, peccato che il sole stava
tramontando e avevo ancora molta strada da fare, così dovetti andar via, voltai
le spalle, non la salutai, non volli vederla come un’ultima volta, le pietre
mi parlavano e così ci eravamo già salutate, avevamo imparato a conoscerci.
Una volta avrei voluto amarti....
Sono
legata, una volta avrei voluto amarti, ma ora sono solo spaventata.
La solitudine mastica la mia anima e non ci sono ombre dove rifugiarmi. La
maschera si è spezzata, non ho un posto dove andare e le nuvole continuano a
correre infinite.
Non ho più giochi da inventare, le parole sono fatte di niente, e resta solo
un amaro che non può essere dimenticato. I desideri stanno morendo.
Parlo una lingua che non comprendi perché non sei mai stato
là dove regnano le ombre, io ci sono stata e ora sto tornando verso quel
luogo… Come posso raccontarti di me, quando non riesco neanche a sorridere?
Come posso attraverso dei tasti bianchi e freddi accarezzare i pensieri? Dove
troverò il desiderio scomparso?
E’ bello il deserto…i colori…i suoni… il primo bacio e l’emozione che
segue….
Non
ci sarò a guardare i tramonti e sognare di velieri fantasma.
Qualcosa mi sta uccidendo. E’ tempo che io vada, “il paese delle lacrime è
molto vasto”… e non desidero per voi la tristezza che mi avvolge, io non
sono per voi, devo raggiungere altre ombre.
Ho
dimenticato come ci s’ innamora, sono prigioniera di un signore che non vuole
lasciarmi andare via.
A
volte penso di essere riuscita a scappare ma poi eccolo che riappare con il suo
sorriso di ghiaccio, con le sue catene con la sua violenza mi riconduce nel
castello rinchiudendomi in quella fredda cella dove non si sente il profumo dei
fiori, dove
non ascolto il volo dei gabbiani, dove la luce è solo un ricordo.
E mi lascio incatenare.
Una bambina grande....
Ieri
pomeriggio mentre facevo lezione di ceramica e stavo tentando di fare una sfera
bucata (mai più! È difficilissimo) allora, mentre facevo lezione è entrata
una bambina rom di circa 12 anni, era di casa nel laboratorio, io non la
conoscevo…ma ci siamo guardate negli occhi e lei ha cominciato a parlare e
dire:
- “dove vivo io c’è tanta argilla e quando mia mamma non
mi vede io la raccolgo e faccio tante forme…sai, quando diventerò grande io
avrò un laboratorio di ceramica…”
Ed
io le ho risposto:
- “anche
io quando sarò grande avrò un laboratorio di ceramica…”
Mi
guardava con quegli occhi grandi e osservava ogni mio movimento mentre il
maestro lavorava ad una scultura e ascoltava il nostro dialogo. Nell’aria
musica etnica e odore d’incenso… Ad un tratto lei mi disse:
-“com’è
brutta la parola “facile” tutti dicono …facile…facile…, ma poi è
tutto così difficile…”
Io
non credevo alle mie orecchie! E poi ha continuato dicendo che era buona con me
perché le sorridevo e parlavo con lei, ma altre volte le persone sono cattive,
e poi che è infelice perché non conosce bambini con cui giocare e quelli che
vanno a scuola sono felici perché hanno una famiglia che gli vuole bene e lei
invece deve seguire la mamma per strada…mentre invece vorrebbe andare a
scuola…e poi mi ha parlato delle loro feste tradizionali con i fuochi ed i
riti e gli anziani che suonano danzano e cantano vecchie canzoni e di come le
piace quando sono tutti uniti attorno al fuoco… era dolcissima. Sono rimasta
più di quanto potevo e dovevo in quella bottega, ascoltando parole difficili e
dolci pronunciate da una bambina grande
Vecchi diari....ricordi di un tempo
15 anni erano trascorsi dall’ultima volta che ci eravamo visti, ricordo ancora
quell’ultimo sguardo prima che lui partisse per sempre per
la Francia
, era un pomeriggio di primavera e la piazza era piena di bambini che giocavano
sulla piccola giostra, poche parole, un bacio, un sorriso; così era finito un
altro pezzetto della mia vita.
Avevamo
trascorso insieme dei momenti magici, per me poco più che adolescente, mi
sembrava di sognare accanto a lui; ogni pomeriggio trascorso insieme era
un’avventura. Ricordo che non sapevo mai come vestirmi, mettevo gli
scarponcini e invece lui mi portava al mare, mi vestivo in modo elegante e
invece andavamo in giro per discariche a raccattare mobili e qualunque altra
cosa che potesse servire ad una vecchia casa di campagna, e poi per finire
lavavamo tutto e passavamo le ore a scartavetrare o dipingere il nostro
“bottino”. Una volta facemmo indigestione di ciliegie rubate dall’albero
di chissà quale malcapitato.
Un’altra
volta andammo in cima ad una collina e, con carta colorata e delle canne
costruimmo il più bell’ aquilone mai visto e lo facemmo volare in alto nel
cielo, poi un vento forte lo fece precipitare e si ruppe, decidemmo di dargli
degna sepoltura, da quel giorno quel prato divenne il nostro luogo magico. Altre
volte risalivamo il fiume in cerca di pietre da rubare alla natura.
Quando
venne l’inverno, i nostri pomeriggi li trascorrevamo in casa, ma anche così
niente era normale….,un giorno restammo su un divano tutto un pomeriggio
guardando delle diapositive di un suo viaggio in Africa e bevendo del tè caldo,
e mentre le immagini di luoghi a me lontani, di deserti e oasi scorrevano, ci
guardavamo negli occhi e ci raccontavamo un bene pazzo.
Altre
volte leggeva poesie in francese per me incomprensibili, mi piaceva tanto come
le recitava, e poi uscivamo nel freddo delle sere e ci rifugiavamo in un bar a
bere cioccolata calda.
E poi i suoi viaggi, le sue cartoline, e poi
la Francia
….
15 anni….ed è bastato un suo sorriso per ricordare tutto questo.
Eravamo tutti e due un po’ imbarazzati, lui vive ancora in Francia con una
ragazza di nome F., ci siamo visti per pochi minuti, forse solo il tempo di
ricordarci le nostre emozioni, era difficile parlare, non si può buttare via
tanto tempo, ora stavamo vivendo un’altra vita, ma per un attimo quando stavo
andando via e ci eravamo già salutati, lui mi regalò ancora un ultimo sorriso
e mi bisbigliò qualcosa in francese che io come al solito non capii, ma per un
istante ancora ho rivissuto i giorni di allora.
L’isola che non c’è
Ascolto il sole che piano scende verso l’orizzonte, c’è un cuculo che fa il
verso e le rondini non smettono di giocare con il vento…Mi sento finalmente
libera, da pensieri, da ossessioni. Il sole riscalda il mio corpo, posso ancora
sentire l’odore del mare sulla mia pelle, è un odore antico; mi ricorda le
belle estati trascorse quando da piccola mia mamma mi sorrideva e mi rassicurava
sulla grandezza del mare, e su quelle onde che a me sembravano burrascose, ma
che erano solo ondine che giocavano con le mie ginocchia.
E’
vero, sono stata là dove... un luogo magico, dove tutto è possibile, dove non
siamo persone, ma esseri sognanti che, assetati di felicità giocano e s’
innamorano. Lì ogni cosa si avvera, e l’arcobaleno mi regala i suoi colori
per vestirmi e danzare in punta di piedi, i miei occhi sorridono. E’ un
momento, ma anche così è bello, è come un’isola che appare e scompare
all’orizzonte; lo vedi, sto volando…..è di questo che sono innamorata.
L’isola è dentro di noi, solo delle anime sensibili hanno gli occhi e il
cuore per trovarla.
Un peschereccio sta tornando a riva, adesso è nella scia del
sole. Passa un treno, il vento gioca con i miei capelli e la musica dolce mi fa
ballare un lento appassionato, sorrido, sorrido con gli occhi, con il cuore, con
tutto il mio corpo…Il volo continua e non vorrei smettere, voglio ancora
giocare insieme alle rondini, l’odore del mare mi entra dentro. Lontano, delle
nuvole passeggiano lentamente aspettando i colori del tramonto, e la mia anima
non è più al buio e sola, ma serena. Il respiro è lento e sento brividi di
vita…
L’aria è dolce così come il profumo dei fiori che viene
dal giardino, ci saranno altri sogni e altri voli, e l’isola di certo
scomparirà, ma poi riusciremo a trovarla, a seguirla a tuffarci nei suoi
profumi, colori, suoni e sensazioni.
Sono
arrivata con il tramonto e guardo il mare, portami ancora con te, fammi sentire
un’emozione. Sei forse il vecchio del mare o sei un sogno? Stai volando anche
tu come me in questo momento? Allora anche tu vedi l’isola, stiamo volando, lo
senti?
Notte di luna
E verrà mai quella alba tanto attesa, in cui sarà bello giocare a rincorrersi
nei corridoi di antichi castelli?
E
quando non ci sarà più
la Luna
, ne inventeremo una gigante così,......quando verrà quel giorno........
Stanotte
ci sarà la grande luna, Aidi è scappata, voleva cercare la pietra bianca,
qualcuno le ha confessato che un vecchio pescatore l'aveva trovata imbrigliata
in una delle sue reti.....
Stanotte, questa notte incantata, è la notte per la cerimonia.....bisogna
trovare la pietra bianca! Mentre
in un luogo lontano, qualcuno ricordava....:
"...Quella
notte le barche si allontanavano lentamente dalla riva, le luci che emanavano
non sarebbero state così belle se non ci fosse stata l'ombra della luna ad
accompagnarle.
Aidi
era arrivata troppo tardi.... rimase sulla spiaggia, accese un fuoco, indossò
il maglione di lana grezza che aveva rubato su un sedile nella stazione di
Incasmar… e cominciò a guardare la danza dell'acqua, e cominciò a sentire il
rumore dell'acqua…e venne il movimento dolce e violento.....liberato da quel
ritmo assordante... l'acqua camminava al contrario: indietro e avanti, come se
richiamasse Aidi a partecipare anche lei al rito.
Tutto
era ormai pronto, la sabbia era calda, attorno a lei nessun rumore, nessuna
luce, il fuoco era suo compagno e, silenziosamente l'avvolgeva........
una
voce parlò e disse:
"la
pietra che stai cercando è in fondo al mio ventre, vieni a prenderla, ti
mostrerò la strada.....".
Aidi
guardò la luna e immaginò un sorriso, lentamente si spinse verso l'acqua
e la sensazione che provò era di nebbia evanescente....qualcosa brillava in
fondo al mare.... una piccola pietra bianca, o forse era solo il riflesso della
luna.........
fece un altro passo
e
qualcosa era nato..........
...E intanto il tempo passa....
Cara …..
sono
un po’ spaventata a scriverti questa letterina, sento che qualcosa è
successo, ma non so cosa, non so se ho contribuito io con le mie stupide parole
o i miei stupidi gesti a non farti più sentire… Sono giorni brutti anche per
me, e mi manchi… mi ero abituata a te, a sapere che c’eri che potevamo
chiacchierare scherzare o soffrire insieme, a comunicarci le nostre solitudini.
Poi penso alle tue parole…che quando vuoi bene non sei mai da sola, e forse è
così, nonostante non ci stiamo sentendo, io ti sento sempre vicino e mi piace.
Ascolto distratta voci di persone, vuote? Non so.
Continuo questo viaggio da sola, è duro e difficile,
ma penso che anche da lontano…in silenzio…mi fai compagnia. Voglio crederti,
ho bisogno di crederti, voglio pensare che ci rincontreremo perché sei vera,
perché sono vera, perché abbiamo paura, perché piangiamo, perché amiamo il
silenzio, perché crediamo nella fantasia, perché siamo fragili, perché
siamo…
Sai
a volte ci capitano cose che è difficile superare e senti freddo dentro e
niente può aiutarti…, forse lo scorrere del tempo, saper aspettare che le
cose cambino, forse il silenzio, forse la compagnia della solitudine. Spesso mi
trovo a fare un gioco più grande di me, e poi mi spavento. Sono tanto stanca e
non ho la forza di ricominciare tutto, di buttare tutte le mie maschere e dire:
eccomi sono io, sono così!
Non
sono qui per chiederti aiuto o per dartene, sono qui solo per dirti che ci sono,
che quando vorrai sentirmi io sono qui e ti aspetto sempre. E’ vero io e te
non ci siamo mai abbracciate, non ci siamo mai sfiorate, ma non so perché mi
stai entrando dentro il cuore e mi sto affezionando. Ci sono giorni che non sono
giorni. Il tempo passa ed io me ne resto qui a fare cosine…quando poi sogno
cose…Non so dirti come mi manchi, ma forse so il perché…Sento che sei dolce
e che anche tu stai facendo un percorso di ricerca della tua anima,
sento che vuoi bene e cerchi di urlarlo con le tue parole… i tuoi colori…,
ma dove prendi questa forza?
Io
sono così stanca… molte volte sono caduta ed ora è sempre più difficile
rialzarmi…credere ancora…ma ho bisogno di farlo.Vorrei abbracciare le
sensazioni belle che mi dai, l’odore di pulito che emani, la serenità…
Vorrei
stare vicino a te ed insieme ascoltare il silenzio. Ho tanta paura adesso, mi
sento ferita, sento che l’entusiasmo che avevo è stato rubato da chi non ha
più sogni dentro, e il mio cuore si sta sbriciolando piano piano.
Mi
chiedo cosa accadrà…sono anni che mi faccio questa domanda, e intanto il
tempo passa e le cose passano e le persone passano ed io resto…con le mie
domande senza risposta.
In fondo al mar......
Ti porterò là dove non sei mai stato, dimenticavo: indossa la maschera, sarà
lei che ti permetterà di vedere le meraviglie del mondo sommerso.
Entriamo in acqua, ci guardiamo negli occhi in quell' atmosfera fatta di
silenzio e colori.
Mentre
scendiamo, il nostro corpo si scompone in mille particelle fino a fondersi con
l’acqua, e gli occhi vedono un mondo incantato, ed è allora che inizia
l’avventura.
Lasciati
andare, liberati, vedrai sarà bello. Vedi non c’è motivo d’aver paura, sei
sospeso nell’acqua; ancora una giravolta e siamo arrivati, la vedi la
montagna? E’ bellissima, sembra un’isola sommersa, ricoperta di gorgonie
gialle, azzurre, rosse, e le margherite di mare? E quei buffi fiori rossi? Ma
forse sei incantato dalle stelle marine… Guarda, davanti a noi un banco di
pesci colorati, giocano a rincorrersi; ehi, siamo in mezzo a loro, giochiamo
anche noi, imitiamoli, facciamo finta che ci cresce la coda e nuotiamo come
loro, che girotondo… e stanno arrivando anche le donzelle dai colori
dell’arcobaleno. Attento, quello è un riccio, puoi prenderlo, ma non
stringere, ti pungeresti. Quante conchiglie… ed ecco che da una spunta fuori
un paguro.
Sei
stanco? Allora fermiamoci un momento, vieni, accomodati su quest’erbetta verde
e tenera, ti sembra di essere un re? Forse Nettuno ha dormito proprio qui
stanotte… Siamo seduti sulla montagna sommersa a
30 metri
di profondità. Respira lentamente, sei pronto? Muoviti al ritmo del mare, apri
le braccia e lasciati cadere nel vuoto, fa che le tue braccia si tramutino in
ali, ali per volare, ali per pensare, ali di pace e di echi profondi, ali blu di
spazi grandi e piccoli granelli. Lasciati andare, avverrà lentamente, non aver
paura sei tu da solo immerso nell’azzurro del mare, e stai volando…
Fletti
le gambe, vai verso quella grotta laggiù o forse risali un po’ e fai una
capriola, ma no, continui a volare e ti piace, ogni parte del tuo corpo lo
sente; sei leggero, nessun pensiero, nessun rumore, e ti lasci cullare dal mare,
tutto laggiù è armonia. Ormai hai imparato, non c’è pericolo che tocchi il
fondo, basta un respiro profondo e risali nuovamente, è come andare sulle
montagne russe, ma più dolcemente. Ora sei tutt’uno con il mare, il tuo corpo
si fonde con l’acqua e ti lasci trasportare in un azzurro infinito e cominci a
fare capriole e giravolte e danzi, danzi abbracciando la stella marina che non
t’ha mai abbandonato, e continui a danzare fra centinaia di pesciolini blu e i
rossi ventagli di Venere, ti muovi al ritmo del mare dentro una nuvola di colori
e riesci a sentire persino un magico concerto, una musica antica, sono dei
violini o forse dei campanelli, o è il canto delle sirene? Li senti, sono
lontani, ma il suono danza con noi e ci avvolge delicatamente come le bollicine
che si sprigionano dalla nostra bocca e ci fanno il solletico e brillano mentre
vanno verso il sole, sembra quasi che sia sempre natale quaggiù, tutto luccica
ed i nostri occhi scoprono che l’arcobaleno abita proprio qui sulle rocce,
nelle grotte o adagiato sul fondo, ed ora neanche i pesci hanno più timore e si
lasciano accarezzare. Non aver paura di quella nuvoletta nera, era solo un
polipo di passaggio, ma dove va? Si, entriamo anche noi nella grotta, non
preoccuparti ti dicono i miei occhi, dai vieni con me dammi la mano, entriamo,
forse troveremo un tesoro o forse chissà una sirena… E’ buio, accendiamo la
lampada e quella grotta si trasforma in una miniera di colori, le pareti sono
macchie gialle, rosse, verdi, azzurre… il movimento dell’acqua ci ricorda
che stiamo ancora danzando, e allora torniamo verso la prateria di posidonia e
continui a volteggiare e scorgiamo un castello in fondo al mare, un labirinto,
un giardino incantato fatto di scogli, di piante e piccole grotte, e giochiamo a
nascondino insieme a delle corvine e la danza continua, ma è arrivato il
momento di lasciare questo paradiso, appoggiamo su uno scoglio la nostra stella
marina la nostra compagna di giochi e voliamo in superficie, ci fermiamo un
istante prima di risalire e ci guardiamo negli occhi e sorridiamo e i nostri
cuori battono forte, no, non è un sogno, siamo stati nel cuore del mare,
abbiamo veramente danzato con una stella marina e abbiamo volato nel blu e il
nostro corpo finalmente libero, era mente pura, e tutto brillava e la musica si
allontanava ed ecco il sole.…