RABINDRANATH TAGORE
Nasce a Calcutta
nel 1861.
Iniziò a scrivere fin da giovane e, all’età di 17 anni pubblicò il suo primo
libro.
Visse alcuni anni in Inghilterra dove studiò Diritto, fece poi ritorno nel suo
paese.
E’ uno dei più grandi poeti mistici del mondo, infatti viene chiamato anche
Bisso Kobi (poeta universale) per la sua profonda passione per la religione, per
la natura e per l’umanità.
Poeta e filosofo, scrisse poesie, racconti, opere teatrali e anche alcune
ballate popolari.
Nel 1913 riceve il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Santi Niketan,
Bolpur nel 1941
Io ti amo, amore mio, perdona il mio amore.
Sono presa come un uccello, smarrito lungo la via.
Quando il mio cuore fu scosso e perse il suo velo
rimase nudo. Coprilo con la tua pietà, amore mio,
e perdona il mio amore.
Se non puoi amarmi, amore mio, perdona il mio dolore.
Non guardarmi sdegnato, da lontano.
Tornerò nel mio cantuccio e siederò al buio.
Con entrambe le mani coprirò
la mia nuda vergogna.
Volgi la testa, amore mio, e perdona il mio dolore.
Se mi ami, amor mio perdona la mia gioia.
Quando il mio core è trascinato dal vortice
della felicità, non ridere della mia tenerezza.
Quando siedo sul mio trono e ti tiranneggio
col mio amore, o quando, come una dea,
ti concedo la mia grazia, sopporta il mio orgoglio,
amore mio, e perdona la mia felicità.
Il fiume è azzurro e le ventate cariche
di nuvole di sabbia.
Mattina inquieta e scura! Gli uccelli azzittiti
in fondo ai loro nidi scossi dal vento,
mentre il mio abbandono mormora:
< Lei dove può essere?>
Una volta seduti vicini vicini, lasciavamo
fuggire il tempo. Tra giochi e risate,
La grandezza dell’amore non trovava espressione.
Io ero soddisfatto di piccole cose,
lei dilapidava le ore in ciarliere futilità.
Oggi invano la vorrei qui, nella malinconia
di questo vicino temporale, nell’anima
di questa solitudine!
Il pensiero di te mi accompagna senza tregua, Amore,
potresti tornando, non pensare solo a me,
avendo possibilità di scelta.
La mia vita trascorre aspettandoti,
quando tu ricordassi, potresti non venire solo da me!
Nel mio letto , da solo, resto intere notti in attesa.
La luce della mia lampada scompare solo all’alba,
quando i miei occhi sono stanchi d’aver molto tempo
vegliato.
Piena d’ogni bellezza, tu cammini cantando
e trascorrendo ore felici....
Se potessi mescolare a tutto questo i miei passi,
se la sorte mi facesse ritrovare quel tempo gioioso!
Saranno pieni di preoccupazioni i tuoi giorni,
se devi darmi il cuore.
La mia casa, a l bivio, ha le porte aperte,
il mio pensiero è sempre assente,
perché io sono un poeta.
Non sento colpa per questo, ma te lo dico,
se devi darmi il cuore.
Se impegno con te la mia parola in canzoni
e sono deciso a mantenerla, quando
la musica tacerà, bisognerà che tu mi perdoni,
perché la legge decisa a maggio
la violo volentieri in dicembre.
Non rifletterci troppo, se devi concedermi il cuore.
Finché i tuoi occhi canteranno l’amore
e la tua voce comunicherà la gioia,
le mie risposte alle tue domande
saranno sempre appassionate, anche se non precise.
Vanno credute per sempre e poi per sempre dimenticate.
Tu eri nel centro del mio cuore,
perciò quando il mio cuore vagava
non riuscì mai a trovarti;
ti sei nascosto ai miei amori e speranze
fino all’ultimo, perché fosti sempre in essi.
Tu eri la gioia più profonda
nel gioco della mia giovinezza,
e quando fui troppo occupato dal gioco,
la gioia era passata.
Tu cantavi nelle estasi della mia vita,
e io dimenticai di cantare per te.
Quando la stanchezza della strada
m’assale, e la sete del giorno afoso;
quando le ore spettrali del crepuscolo
gettano le loro ombre sulla mia vita,
io invoco non soltanto la tua voce,
amico mio, ma anche il tuo tocco.
C’é un’angoscia nel mio cuore per il peso
delle sue ricchezze che a te non ho dato.
Sporgi la tua mano attraverso la notte,
ch’io l’afferri, la riempia e la stringa;
fammi sentire il suo tocco per tutto
il lungo periodo della mia solitudine.
Dici che papà scrive un mucchio di libri,
ma cosa scrive io non lo capisco.
Te lo ha letto per tutta la sera,
ma hai davvero capito che voleva dire?
Che belle storie, mamma, ci racconti!
Perché papà non scrive come quelle?
Non ha mai udito da sua madre storie
di giganti, di fate e principesse?
Oppure le ha dimenticate tutte?
Spesso, quando fa tardi per il bagno,
devi andare a chiamarlo cento volte.
Tu lo aspetti e gli tieni i piatti in caldo,
ma lui continua a scrivere e si dimentica.
Papà gioca sempre a fare i libri.
Se vado a giocare nel suo studio,
tu mi sgridi: < che bambino cattivo! >
Se faccio il minimo rumore, mi dici:
< Non sai che papà sta lavorando? >
Che divertimento c’è mai
a scrivere, sempre scrivere?
Quando prendo la penna di papà
e scrivo sul suo libro come lui:
- a – b – c – d – e – f – g – h – i –
perché mai ti arrabbi con me, mamma?
Quando scrive lui non dici una parola.
Quando lui sciupa quei mucchi di carta
tu non sembri curartene affatto.
Se prendo un foglio per farne una barchetta
mi dici: < che bambino fastidioso! >
che ne pensi allora di papà,
che imbratta fogli su fogli
con segni neri su entrambe le facce?
Se il giorno è finito
Se il giorno è finito
se gli uccelli non cantano più
se il vento ormai stanco è cessato
stendi su di me
il velo dell'oscurità più fitta
come hai avvolto la terra
nella coltre del sonno
e al tramonto teneramente hai chiuso i petali
dei fiori appassiti del loto.
Prima che il suo viaggio finisca
libera dalla vergogna e dalla povertà
il viandante che ha la bisaccia vuota,
le vesti lacere e polverose
e ogni energia esaurita.
Rinnova la sua vita come un fiore
sotto il mantello della tua dolce notte.
Non chiesi nulla
Non chiesi nulla,
solo mi fermai al limite
del bosco, dietro un albero. Gli occhi dell'alba
erano languidi,
e la rugiada era ancora nell'aria.
Il delicato profumo dell'erba bagnata
indugiava nella nebbia
sottile che avvolgeva
la terra. Sotto un banano mungevi la mucca
con le tue mani tenere,
fresche come il burro.
Io me ne stavo immobile.
Non dissi una parola.
Fu l'uccello che cantò,
nascosto, dal cespuglio.
L'albero di mango
lasciava cadere i suoi fiori sulla strada del villaggio
e le api venivano ronzando, a una a una.
Dalla parte dello stagno
il cancello del tempio
di Shiva era aperto
e un fedele aveva iniziato
il suo canto.
Con il secchio
sulle ginocchia
tu mungevi la mucca.
Io rimasi con il mio secchio vuoto.
Non ti venni vicino.
Il cielo si destò al suono
del gong del tempio.
Gli zoccoli delle bestie
che andavano al pascolo sollevavano la polvere
della strada.
Con le brocche piene
posate sull'anca,
le donne venivano
dal fiume.
I tuoi bracciali
tintinnavano e la schiuma traboccava dal secchio.
La mattina passò e io
non ti venni vicino.
Talvolta la mia gioia
Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia
Sto aspettando l'amore e basta
Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine
me stesso nelle sue mani.
Per questo ora è così tardi
e sono responsabile di gravi omissioni.
Vengono a legarmi saldamente
con le loro leggi e i loro codici
ma io li evito sempre
perché sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.
Mi biasimano e mi dicono sbadato.
Non ho alcun dubbio
che il loro rimprovero sia giusto.
E passato il giorno del mercato
e chi è attivo ha compiuto il suo lavoro.
Quelli che sono venuti invano a chiamarmi
se ne sono andati in collera.
Sto aspettando l’amore e basta
per abbandonare alfine me stesso
nelle sue mani.
Hai colorato i miei pensieri
Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.
Chiederei
Chiederei ancora
qualcosa
se possedessi il cielo, le sue stelle
e il mondo
con le sue infinite
ricchezze.
Sarei però contento anche d'ogni
piccola cosa
se lei fosse mia.
Per un tuo sospiro
Per un tuo sospiro
io do sfogo
a viventi note
di gioia
o di dolore.
Sono una sola cosa
col tuo canto,
che sia
mattutino
o notturno,
che entri
tra i raggi del sole
o tra le ombre
della sera..
Se dovessi
Perdermi nella fuga
di questa musica,
non ne patirei,
tanto
questa melodia
m'è cara
Afferro le sue mani
Afferro le sue mani
e la stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov'è?
Chi può spremere l'azzurro dal cielo?
Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani.
Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto
lo spirito riesce a sfiorare?
Donna, non sei soltanto l'opera di Dio
Donna, non sei soltanto l' opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immoralità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d' estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna, e per metà sei sogno.
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
Non celare il segreto del tuo cuore
Non celare il segreto del tuo cuore,
amico mio.
Dillo a me, solo a me, in segreto.
Tu che sorridi tanto gentilmente,
sussurralo sommessamente,
il mio cuore l'udrà,
non le mie orecchie.
La notte è fonda,
la casa è silenziosa,
i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.
Dimmi tra lacrime esitanti,
tra sorrisi titubanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore!
Concedi ch'io possa sedere
Concedi ch'io possa sedere
per un momento al tuo fianco.
Le opere cui sto attendendo
potrò finirle più tardi.
Lontano dalla vista del tuo volto
non conosco né tregua né riposo
e il mio lavoro
diventa una pena senza fine
in un mare sconfinato di dolori.
Oggi l'estate è venuta
alla mia finestra
con i suoi sussurri e sospiri,
le api fanno i menestrelli
alla corte del boschetto in fiore.
Ora è tempo di sedere tranquilli
a faccia a faccia con te
e di cantare la consacrazione
della mia vita
in questa calma straripante e silenziosa.
Vita della mia vita
Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare
puro il mio corpo,
sapendo che la tua carezza vivente
mi sfiora tutte le membra.
Sempre cercherò di allontanare
ogni falsità dai miei pensieri,
sapendo che tu sei la verità
che nella mente
mi ha acceso la luce della ragione.
Sempre cercherò di scacciare
ogni malvagità dal mio cuore,
e di farvi fiorire l'amore,
sapendo che hai la tua dimora
nel più profondo del cuore.
E sempre cercherò nelle mie azioni
di rivelare te,
sapendo che è il tuo potere
che mi dà la forza di agire.
Dimmi se questo è vero, amore mio
Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che le memorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.
Solo il dolore è rimasto
Amore, giorno e notte il mio cuore
si strugge d'incontrarsi con te
nell'incontro che è simile
alla morte che tutto divora.
Spazzami via come una tempesta;
prendimi tutto quello che ho;
spalanca il mio sonno
e saccheggia i miei sogni.
Derubami del mio mondo.
In quella desolazione,
nell'assoluta nudità dello spirito,
uniamoci nella bellezza.
Ahimè, che vano desiderio!
Che speranza c'è d'essere uniti
se non in te, mio Dio ?
Finisci allora quest'ultima canzone
e separiamoci. Scorda questa notte
ora che la notte è finita.
Chi cerco di serrare tra le braccia ?
I sogni
non si possono fare prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.
Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.
Colsi il tuo fiore, oh cielo !
Lo strinsi al cuore
e la spina mi punse.
Quando il giorno svani' e si fece buio,
scoprii che il fiore era appassito
ma il dolore era rimasto.
Altri fiori verranno a te,
con profumo e con fasto, oh cielo !
Ma per me è passato
il tempo di cogliere fiori;
nella notte buia non ho più la mia rosa,
solo il dolore è rimasto.
Cogli questo piccolo fiore
Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano - e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo - e coglilo.
A lungo durerà il mio viaggio
A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
del giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti del mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d'una melodia.
Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all'interno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
«Eccoti!»
Il grido e la domanda: «Dove?»
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: « lo sono! »
Colsi il tuo fiore, oh cielo !
Lo strinsi al cuore
e la spina mi punse.
Quando il giorno svani' e si fece buio,
scopersi che il fiore era appassito
ma il dolore era rimasto.
Altri fiori verranno a te,
con profumo e con fasto, oh cielo !
Ma per me e' passato il tempo di cogliere fiori;
nella notte buia non ho piu' la mia rosa,
solo il dolore e' rimasto.
Dimentico sempre dimentico
Dimentico sempre dimentico
che non ho ali per volare
e ogni notte
sfioro nei miei sogni
i gradini
della scala della vita
che importa
se non ho ali per volare
come vento
che ha un corpo
scosto
i fili d'erba
del prato
come brezza
che ha mani colgo
i fiori nel campo
come vento del sud
do calore
a chi ha tanto freddo
nell'anima
Se l'amore deve essermi negato
Se l'amore deve essermi negato,
perche' il mattino spezza il suo cuore
in canzoni, e perche' questi sospiri
che il vento del sud disperde
tra le foglie appena spuntate?
Se l'amore deve essermi negato,
perche' porta la notte, in dolente
silenzio, la pena delle stelle?
E perche' questo folle cuore getta
getta sconsideratamente la speranza
su un mare la cui fine non conosce?
Sei fuori in questa notte burrascosa
Sei fuori in questa notte burrascosa
per il tuo viaggio d'amore, amico mio?
Il cielo geme come chi è disperato.
Non riesco a dormire questa notte.
Ogni tanto apro la porta
e guardo fuori nell'oscurità.
Davanti a me non vedo nulla.
Mi chiedo dove sia il tuo sentiero.
Da quale buia riva di nero fiume
da quale lontano limitare di oscura selva
per quali intricati abissi di tenebre
stai camminando per venire da me
amico mio?
Sono ostinate queste catene
Sono ostinate queste catene
il cuore mi fa molto male
quando cerco di spezzarle.
Libertà è ciò che voglio
ma ho vergogna anche solo a sperarla.
Sono certo di trovare in te
una ricchezza inestimabile.
Sono certo che tu
sei il mio amico migliore
ma non so liberarmi degli orpelli
che riempiono le mie stanze.
Sono avvolto in un sudario
di polvere e morte
che odio
ma stringo a me con amore.
Sono molti i miei debiti
gravi i miei errori
profonda e pesante la mia vergogna
ma quando vengo a chiedere il mio bene
tremo nel timore di essere esaudito.
Con tutti i mezzi
Con tutti i mezzi
cercano di tenermi legato
quelli che mi amano
in questo mondo.
Diversamente tu
mi ami più di loro
ma mi lasci libero.
Hanno paura
ch'io mi dimentichi di loro
e mai si azzardano
a lasciarmi solo.
I giorni passano
uno dopo l'altro
e tu invece non ti fai vedere.
Se non ti invoco
nelle mie preghiere
se non ti accolgo
nel mio cuore
il tuo amore per me
continua ad aspettare
il mio amore.
Ma è il mio cuore amore mio
I tuoi occhi m'interrogano tristi.
Vorrebbero sapere i miei pensieri
come la luna che scandaglia il mare.
Dal principio alla fine ho denudato
la mia vita davanti ai tuoi occhi,
senza nulla celarti o trattenere.
Ed è per questo che non mi conosci.
Se fosse soltanto una gemma,
la romperei in cento pezzi
e con essi farei una catena
da mettere attorno al tuo collo.
Se fosse soltanto un fiore,
rotondo e piccolo e dolce,
lo coglierei dallo stelo
per metterlo nei tuoi capelli.
Ma è il mio cuore, mia diletta
Dove sono le sue spiagge e il suo fondo ?
Di questo regno tu ignori i confini
e tuttavia sei la sua regina.
Se fosse solo un momento di gioia
fiorirebbe in un facile sorriso,
lo potresti capire in un momento.
Se fosse soltanto un dolore
si scioglierebbe in limpide lacrime,
rivelando il suo più intimo segreto
senza dire una sola parola.
Ma è il mio cuore, amore mio.
Le sue gioie e i suoi dolori
sono sconfinati, e infiniti
i suoi desideri e le sue ricchezze.
Ti è vicino come la tua stessa vita,
ma non puoi conoscerlo interamente.