Luigi Pirandello
EFFETTI DI UN SOGNO INTERROTTO
Abito in una vecchia casa che pare la
bottega d'un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere.
Sulla mensola di marmo annerito del camino è appeso un quadro secentesco, mezzo
affumicato, che rappresenta la Maddalena in penitenza, non so se copia o originale ma,
anche se copia, non priva d'un certo pregio. La figura, grande al vero, è sdraiata
bocconi in una grotta; un braccio appoggiato sul gomito sorregge la testa; gli occhi
abbassati sono intenti a leggere un libro al lume d'una lucerna posata a terra accanto a
un teschio. Certo, il volto, il magnifico volume dei fulvi capelli sciolti, una spalla e
il seno scoperti, al caldo lume di quella lucerna, sono bellissimi. Ora, un antiquario di
mia conoscenza fa all'amore con quella Maddalena in penitenza e l'altro giorno mi condusse
in casa un signore forestiere per fargliela vedere.
Il signore, sulla quarantina, alto, magro, calvo, era parato di stranissimo lutto, come
usa ancora in provincia. Di lutto, pure la camicia. Ma aveva anche impressa sul volto
scavato la sventura da cui è stato di recente colpito. Alla vista del quadro si
contraffece tutto e subito si coprì gli occhi con le mani, mentre l'antiquario gli
domandava con strana soddisfazione:
· Non è vero? Non è vero?
Quello, più volte, col viso ancora tra le mani, gli fece segno di sì. Sul cranio calvo
le vene gonfie pareva gli volessero scoppiare. Si cavò di tasca un fazzoletto listato di
nero e se lo portò agli occhi per frenare le lagrime irrompenti. Lo vidi a lungo
sussultar nello stomaco, con un fiottio fitto nel naso.
Tutto - meridionalmente - molto esagerato.
Ma fors'anche sincero.
L'antiquario mi volle spiegare che conosceva fin da bambina la moglie di quel signore,
ch'era del suo stesso paese: - Le posso assicurare ch'era precisa l'immagine di questa
Maddalena. Me ne son ricordato jeri, quando il mio amico venne a dirmi che gli era morta,
così giovane, appena un mese fa. Mi sentii afferrare per il braccio da quel signore, che
quasi mi si buttò a piangere sul petto, scongiurandomi che glielo cedessi, a qualunque
prezzo: era lei, sua moglie, lei tal'e quale, lei così - tutta - come lui soltanto, lui,
lui marito, poteva averla veduta nell'intimità (e, così dicendo, alludeva chiaramente
alla nudità del seno), non poteva più perciò lasciarmela lì sotto gli occhi, dovevo
capirlo, ora che sapevo questo. La stranezza di una tale pretesa mi promosse uno scatto di
riso involontario.
Per fortuna s'intromise l'antiquario, pregandomi di scusare, di compatire quel povero
forsennato, ch'era stato sempre fin quasi alla follia geloso della moglie, amata fino
all'ultimo d'un amore quasi morboso. E se lo trascinò via, di nuovo chiedendomi scusa
della scenata a cui non s'aspettava di dovermi fare assistere. Io ne rimasi talmente
impressionato che la notte me lo sognai.
Effetto del sogno così di colpo interrotto fu che i fantasmi di esso, voglio dire quel
signore a lutto e la immagine della Maddalena diventata sua moglie, forse non ebbero il
tempo di rientrare in me e rimasero fuori, nell'altra parte della camera oltre le colonne,
dov'io nel sogno li vedevo; dimodoché, quando al fracasso springai da letto e con una
strappata scostai il cortinaggio, potei intravedere confusamente un viluppo di carni e
panni rossi e turchini avventarsi alla mensola del camino per ricomporsi nel quadro in un
baleno; e sul divano, tra tutti quei cuscini scomposti, lui, quel signore, nell'atto che,
da disteso, si levava per mettersi seduto, non più vestito di nero ma in pigiama di seta
celeste a righine bianche e blu, che alla luce man mano crescente delle due finestre si
andava dissolvendo nella forma e nei colori di quei cuscini e svaniva. Non voglio spiegare
ciò che non si spiega. Nessuno è mai riuscito a penetrare il mistero dei sogni. Il fatto
è che, alzando gli occhi, turbatissimo, a riguardare il quadro sulla mensola del camino,
io vidi, chiarissimamente vidi per un attimo gli occhi della Maddalena farsi vivi,
sollevar le palpebre dalla lettura e gettarmi uno sguardo vivo, ridente di tenera
diabolica malizia. Forse gli occhi sognati della moglie morta di quel signore, che per un
attimo s'animarono in quelli dipinti dell'immagine. Non potei più restare in casa. Non so
come feci a vestirmi. Di tanto in tanto, con un raccapriccio che potete bene immaginarvi,
mi voltavo a guardar di sfuggita quegli occhi. Li ritrovavo sempre abbassati e intenti
alla lettura, come sono nel quadro; ma non ero più sicuro, ormai, che quando non li
guardavo più non si ravvivassero alle mie spalle per guardarmi, ancora con quel brio di
tenera diabolica malizia.
Mi precipitai nella bottega dell'antiquario, che è nei pressi della mia casa. Gli dissi
che, se non potevo vendere il quadro a quel suo amico, potevo però cedergli in affitto la
casa con tutto l'arredo, compreso il quadro, s'intende, a un prezzo convenientissimo.
Volli che m'accompagnasse lì per lì all'albergo dove quel suo amico alloggiava.
Potete figurarvi come restai, quando in una stanza di quell'albergo me lo vidi venire
avanti, appena alzato dal letto, con quello stesso pigiama a righine bianche e blu con cui
l'avevo visto in sogno e sorpreso, ombra, nella mia camera, nell'atto di levarsi per
mettersi seduto sul divano tra i cuscini scomposti.
· Lei torna da casa mia - gli gridai, allibito - lei è stato questa notte a casa mia!
Lo vidi crollare su una sedia, atterrito, balbettando: oh Dio, sì, a casa mia, in sogno,
c'era stato davvero, e sua moglie...
· Appunto, appunto, sua moglie è scesa dal quadro. Io l'ho sorpresa che vi rientrava.
· Ma allucinazioni, signori miei, allucinazioni! - non rifiniva intanto d'esclamare
l'antiquario.
Quanto son cari questi uomini sodi che, davanti a un fatto che non si spiega, trovano
subito una parola che non dice nulla e in cui così facilmente s'acquetano.
· Allucinazioni.