Tempo
(La
persistenza della memoria. Salvador Dalì)
Il
Tempo ha forme e ombre invisibili. Quello laggiù , sull'orlo del mondo, è il
Tempo che Sarà. Un ricordo di cose future destinate a essere cancellate e
distrutte, se non lottiamo contro di esso, non lo afferriamo e non lo modelliamo
con la nostra anima, non gli prestiamo la nostra voce. Allora il Tempo diventa
compagno della luce, non è più nemico dei sogni...
E' contro
il Tempo che lottiamo, e il modo in cui soffia il vento, il Tempo e il modo in
cui il mare si agita per coprire, nascondere, travolgere, erodere cambiare...
Solo se voliamo in Tutte le direzioni potremo trovare quanto cerchiamo. Ali
ragazzo, Ali!
Andiamo a
Ierdomani! Quello che una volta era e che sarà! i ricordi del tempo perduto...
Gli anni non esistono. Gli uomini li hanno inventati per avere un punto di
riferimento. Gli orologi sono macchine che simulano il Tempo. Non esiste altro
che il sorgere e il calore del sole. Diciamo soltanto che ci muoviamo nello
spazio; verso quello che un giorno era! Verso quello che un giorno sarà! Questa
è la vera essenza del Tempo. Il passato che cerchiamo di richiamare alla
memoria, o il futuro impossibile quanto ignoto!
Ci
muoviamo in entrambe le direzioni.
[“Ammhet e la macchina dell’oblio” R. Bradbury]
“Dimmi,
cosa è il tempo?”
“c’è, esiste. – mormorò assorta nei suoi pensieri. “questo è sicuro.
Però non si può toccarlo o afferrarlo, né trattenerlo. Che sia come un
profumo? No, è una cosa che scorre di continuo e che, quindi deve giungere da
qualche parte. Che sia come il vento? No, no. Ci sono. Forse è come una specie
di musica che non si avverte perché c’è sempre. Eppure io credo che l’ho
sentita qualche volta bassissima.
Ma ci dev’ essere dell’altro. La musica veniva da molto lontano e mi suonava
dentro, come nel cuore, no, non so; profondo, ecco. Forse è così anche con il
tempo…direi…come le onde che si formano sull’acqua con il vento.”
“Ti confiderò un segreto: da qui, dalla Casa di Nessun Luogo nel Vicolo di
Mai viene il tempo di tutti gli uomini.”
“Oh, sei tu che lo fai?
“No, bimba mia, io sono soltanto l’amministratore: a me spetta il compito di
distribuire ad ogni uomo il tempo che è loro destinato. Devono essere gli
uomini stessi a decidere come impiegare il proprio tempo…Questi orologi sono
soltanto un mio passatempo. Sono imitazioni molto imperfette di qualche cosa che
ogni creatura umana ha nel proprio intimo. Perché come voi avete occhi per
vedere la luce, e orecchi per sentire i suoni, così avete un cuore per
percepire il tempo. E tutto il tempo che il cuore non percepisce è perduto,
come i colori dell’arcobaleno per un cieco o il canto dell’usignolo per un
sordo. Purtroppo però, ci sono cuori ciechi e sordi che, anche se battono, non
sentono…
…Ti piacerebbe vedere da dove viene il Tempo?”…..
[“Momo” M. Ende]
Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità; il periodo della luce, e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte. A farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni che li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo.
[“Le due città” Dickens 1994]
Ah, se non avessi nessun ricordo, pensavo correndo, se non avessi un passato, ma sono pieno di ricordi e il passato, prima o poi, ritorna. Se ne va, sembra che se ne sia andato per sempre e poi, quando meno te l’aspetti, in una forma che non ti aspettavi, in un modo che non ti saresti mai aspettato, ritorna. Ma un passato che ritorna, pensavo, è un passato che non se n’è mai veramente andato. E come potrebbe andarsene, pensavo ancora, se lo porto tutto dentro di me, chiuso bene ermeticamente sotto vuoto sigillato compresso accatastato allineato schierato un ricordo in fila all’altro uno dopo l’altro legato incatenato incollato cucito incitato sovrapposto giustapposto stipato incasellato ordinato disordinato, tutto, intero e fatto a pezzi, ben dentro di me?Tutto ciò che ho visto, tutto ciò che ho sentito, tutto quello che ho provato, tutte le persone che ho conosciuto e che magari ho anche amato, tutti i lavori che ho fatto, e le cose che ho imparato a scuola, tutto quello che ho creduto di aver dimenticato e non ho dimenticato, perché niente, purtroppo, va perduto.
[“Un mondo meraviglioso”. V. Trevisan]
“Buongiorno”
disse il piccolo principe.
“Buongiorno”, disse il mercante.
Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva
una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
“Perché vendi questa roba?” disse il piccolo principe.
“E’ una grossa economia di tempo,” disse il mercante. “Gli esperti hanno
fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatre minuti alla settimana.”
“E che cosa se ne fa di questi cinquantatre minuti?”
“Se ne fa quel che si vuole…”
“Io” disse il piccolo principe, “se avessi cinquantatre minuti da
spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…”
[“Il piccolo principe”. A. de Saint-Exupery]