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Ogni volta mi sono
allontanato da questa mia città, per lunghi periodi, ho provato dentro di me
non nostalgia, ma come un senso di amputazione, come se mi mancasse qualcosa
di intimamente mio, come un braccio, una gamba, un occhio, al contempo ho
sempre provato la singolare sensazione di aver portato via a Roma qualcosa
di suo, qualcosa che le appartiene.
Roma non è, o forse non è più, il Colosseo, il Cuppolone, o piazza di
Spagna, ma una sensazione che solo chi è di questa città può provare,
ossia quel brivido che ti percorre la schiena quando, sotto la pioggia, di
notte, lontano dal frastuono dei turisti, ti volti verso il Tevere,
illuminato da fiochi lampioni giallini, che ne esaltano il suo colore
biondo, mentre bianchi gabbiani galleggiano mesti accanto a barconi
attraccati alla riva, o il rumore morbido e ritmato della carrozzella sul
sanpietrino viscido e luccicante o ancora sedersi ad ammirare i tetti
arancione dall'alto del Gianicolo, seduti sul bordo del Fontanone.
Queste pagine vogliono essere un umilissimo contributo alla città alla quale
mi sento di appartenere, non una pagina informativa quindi ma una piccola
raccolta che metto insieme per la mia memoria, e per coloro che vorranno
attingerne.
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