Pensieri e parole

Lunedì 12 gennaio 2010
Sospetti e certezze! - Riguardando i filmati dell'attentato a Berlusconi del tredici dicembre, non possono non venire dei sospetti sulla autenticità dell'accaduto. Personalmente ne ho avuti da subito. Chi vive a Roma come me, e passa di tanto in tanto a via del plebiscito, ha certamente notato lo spiegamento di forze (la maggior parte pagate da noi) che stazionano e si muovono con Berlusconi. Ogni qual volta si muove lui, si muove anche un nugolo di gorilla organizzati per salvaguardare la vita del presidente del consiglio.
E allora? Spendiamo davvero male i nostri soldi! Questi uomini che non solo non riescono ad impedire un corpo a corpo con il loro "protetto", ma soprattutto a pochi minuti dall'attentato gli permettono di riaffacciarsi su quella stessa "folla" che lo ha colpito. Nessun esperto in sicurezza avallerebbe mai un comportamento simile. In questi casi si fila via. Riguardate il filmato dell'attentato a Papa Wojtyla ad esempio, oppure quello dell'omicidio del povero John Kennedy.
Ed invece Silvio Berlusconi ha avuto tutto il tempo di mostrare "in diretta" al pubblico il suo bel facciotto ben tempestato di perle si sangue. Mi verrebbe da dire... a regola d'arte.
Quanti punti ha acquistato dopo di ciò, tra perdoni papali, e dichiarazioni di "non belligeranza". Serviva proprio una "botta" di fortuna a Silvio, visto che negli ultimi tempi la sua popolarità era in declino.
E scusatemi, ma devo togliermi un'altro sasso dalla scarpa. Ma a nessun'altro sembra strano che a poco tempo di distanza dallo scandalo di palazzo Grazioli e delle donnine assoldate da Berlusconi, sia esploso il caso Marrazzo?
Venerdì 1 gennaio 2010
Buon Anno! - Buon anno a tutti coloro che continuano ad affacciarsi di tanto in tanto su queste pagine, nonostante imperversi sempre più il fenomeno facebook, punto di arrivo per ora, di questa forsennata evoluzione che ha visto internet entrare negli usi e dei consumi ormai di tutti.
Buon anno dicevo, e buon anno soprattutto a tutti coloro che quest'anno si impegneranno nella ricerca della verità, con coraggio e intelligenza, senza lasciarsi fuorviare dai media, da editori, da produttori, dal potere del denaro, a coloro che sapranno quindi portare avanti le loro idee con coraggio e... nonostante tutto.
Buon anno infine a quanti non vedranno terminare quest'anno, e che perderanno la vita sul lavoro, nelle spedizioni di "pace", nelle missioni, laddove la malaria e lebbra ancora esistono e ancora uccidono. O per salvare qualcuno. Buon anno soprattutto a voi che siete degli eroi, l'umanità per andare avanti ha purtroppo tanto bisogno di voi!
Lunedì 14 dicembre 2009
Tutti a casa! - È difficile commentare quanto è successo ieri a Milano, in occasione del'annunciato "bagno di folla" per Berlusconi che si è trasformato invece in un "bagno di sangue" almeno per il suo viso. Mi ritengo da sempre un pacifista e non violento. Ma da quando, in un modo o nell'altro Silvio Berlusconi è al governo, sono dell'idea che per toglierlo da quella poltrona serva un'azione di forza. Non come quella di ieri, oltretutto messa in atto da un folle, ma è sicuro che con i mezzi convenzionali istituzionali (le elezioni) il PDL rimarrà là dov'è. E non credo per volontà del popolo visto che è molto evidente che Silviuccio ha avuto certamente meno voti di quel sessanta per cento di cui lui fa sfoggio, e dico questo a ragion veduta visto che ho preso l'abitudine di chiedere direttamente alla gente per chi ha votato, e che, delle parecchie centinaia di persone interrogate, tre o quattro hanno avuto il coraggio di ammettere di aver votato per lui.
Considerato che evidentemente, un po' per assenza di una alternativa seria, un po' per magheggi e sotterfugi dei quali verremo certamente a conoscenza tra qualche anno, non sarà possibile per molto tempo sfilare la poltrona da sotto l'opulento sederone di Berluska, allora rimangono solo i mezzi non convenzionali. Non so neanche immaginare o non oso pensare quali essi siano, ma non vedo alternative.
Anzi, a pensarci bene, una alternativa seria sarebbe il "tutti a casa" e ricominciamo dalla gente del popolo! Ma questo gli attuali politici, destra e sinistra, non lo permetterebbero mai. E allora, visto che li paghiamo noi, prendiamolo tutti per le orecchie (ecco l'azione di forza), a cominciare da Berlusconi, e fuori a calci nel sedere. E poi... dentro noi. Mandato per al massimo due legislature, programma pubblicato su sito internet accessibile quindi a tutti, verifica dopo la prima legislatura: promesse mantenute, ok, vai avanti, non mantenute? Fuori!
Domenica 13 dicembre 2009
Santa Lucia - È sempre più difficile trovare un momento per pensare e poi scrivere. Il mestiere di papà, è bellissimo, ma se fatto come si deve è impegnativo ed assorbe energie. Ogni momento è ormai quasi sempre dedicato a Valentina in generale alla mia famiglia. Già... la famiglia! Una parola che fino a qualche anno fa mi era estranea, o mi strappava ironici sorrisi. Pensavo a me come individuo, fuori da ogni contesto e fuori da ogni struttura, dimenticando che io come tutti, provengo proprio da là. Pensavo ad una famiglia ritiro ideale di tutti coloro che dal fiume in piena della vita intendessero tirare i remi in barca, ritiro naturale per il lungo (talvolta neanche troppo) cammino verso la fine dei propri giorni.
Non capivo troppe cose, ed era per questo che nel fondo del mio cuore sentivo spesso un senso di inquietudine, di irrequietezza, di incompletezza: un senso di vuoto che oggi non ho più. Ed anche se non ho più tempo da dedicare a me stesso ed alle cose che fino a qualche tempo fa facevano parte integrante della mia struttura "organismica", oggi finalmente ho gli occhi aperti verso il domani, anche quello che si trova oltre me stesso. Come se da cieco avessi finalmente, ed in tarda età, ottenuto l'immenso dono della... vista.
Lunedì 15 giugno 2009
Assiomi - Equazioni, regole
matematiche, teoremi, postulati ed
assiomi così ben funzionanti
in ambienti matematici, sono altresì inapplicabili alla vita di tutti i giorni.
Si dice: se non sei per Berlusconi sei uno sporco comunista. No, come già detto
qui molte volte, questa è una montatura della attuale maggioranza per confondere
le idee. La presenza di Berlusconi in politica (ed in parlamento) evidenzia, a
mio modo di vedere, un vuoto ideologico e culturale senza precedenti, ma
anche l'assenza di una opposizione, di un interlocutore, di una sinistra
tramontata decenni fa. Criticarlo, è criticare in verità chi lo ha votato. Ma
molti come me hanno fatto la precisa e sofferta scelta di non votare, per non
confondersi con una opposizione fatiscente e semmai impastata con il PDL in
maniera palese e ridicola.
Altra equazione senza senso: se sei di sinistra non puoi essere cristiano.
Signori... ma dov'è scritto? Direi anzi che questo teorema è facilmente
controvertibile, poiché se mai Gesù prese mai posizione, lo fece per parlare di
uguaglianza, solidarietà, di rinuncia ai beni terreni, concetti più vicini alla
sinistra che ad una destra capitalista ed individualista centrata sul superuomo.
Lasciamo le X e le Y ai matematici e guardiamo il mondo con apertura, perché
almeno qui le soluzioni ad una stessa equazione, tendono all'infinito.
Giovedì 4 giugno 2009
Papa ridens - Un sottile ma insistente
venticello, soffiava sulla finestra del bagno facendo sbattere la serranda mal
messa dal tempo nelle scanalature nelle quali scorreva da decenni. Il legno di
cui era fatta aveva un odore molto particolare, acre, ma tutto sommato
piacevole. Improvvisamente suonarono le campane di tutte le chiese del quartiere,
seppi poi, che in tutta Roma fu la stessa cosa; e così, mentre sotto la doccia il sapone scorreva morbido lungo il mio corpo per sparire
poi nel fondo della vasca nel piccolo foro dello scarico, mi chiesi più o meno
allo stesso modo cosa fosse mai successo di così tanto bello o... brutto.
Non passarono che pochi minuti e la radio mi urlò nelle orecchie la risposta - "Papa Paolo VI è morto!":
non
ero ne contento ne triste, la notizia, come il sapone mi scivolò addosso,
tutto sommato dell'esistenza o meno di un Papa non mi importava molto.
Tuttavia trascorse pochissimo
tempo fin quando, per la prima volta, mi interessai, e molto, alla
vita di un pontefice. Di li a poco infatti Papa Luciani, mi conquistò e in pochi
giorni di pontificato conquistò pure moltissimi giovani e meno giovani, con il
suo sorriso ingenuo e smaliziato, con la sua semplicità disarmante, lucida,
pulita. Nel breve periodo nel quale "regnò" il Papa che sorrideva sempre,
pronunciò pochi discorsi, e purtroppo, a detta di molti, tra quei pochi l'ultimo
gli costò la vita, andò infatti molto ingenuamente a toccare le "vacche sacre"
in Vaticano, parlando dei beni, delle ricchezze e della banca dello stato
pontificio.
Sulla sua improvvisa morte avvenuta poche ore dopo il
fatidico discorso,
l'ombra di una manona assassina che non si fece alcuno scrupolo nel
"giustiziare" sommariamente e senza pietà il nostro Giampaolo I ed il suo eterno
sorriso.
Mercoledì 3 giugno 2009
Un tiro d'effetto - Correva l'anno del
Signore 1966, avevo quindi più o meno sette anni, quando un pomeriggio mio padre
vedendomi giocare a palla mi disse: "... guarda, se la calci di taglio la sfera
prende l'effetto: gira e volteggia compiendo una parabola, ingannando il
portiere avversario". Non mi interessava molto quanto papà Ruggero mi insegnava,
anche perché di calcio non mi importava nulla, ma con l'attenzione e la grande
capacità di memorizzare anche nei dettagli, propria solo dei bimbi,
evidentemente immagazzinai l'informazione.
Nel frattempo crescendo, mi appassionai al basket, che praticai per tre anni,
fino all'agonismo, e soprattutto fino a quando rimasi tra i più alti, poi la
crescita si stabilì per me ma non per i miei compagni, che crebbero molto più di
me. Chiuso il capitolo, passarono ancora due anni, finché al liceo i miei
compagni di classe composero la formazione ed io mi ritrovai volente o nolente a
scendere in un campo di calcio per la prima volta. Scelsi anche il numero, non
capendone il significato. Era il numero sette, che solo dopo mi venne detto
corrispondeva al ruolo dell'ala destra. Mi dissero solo che dovevo correre
veloce e poi passare la palla al centro.
Era un pomeriggio caldo anche se autunnale, ai piedi un paio di scarponcini usatissimi, non gli scarpini brillanti dei miei compagni. Non li volli comprare perché non credevo avrei giocato altre partite oltre quella. Il campo era un appezzamento di terreno di un grande prato a villa Pamphili, le porte erano due borse distanziate grossolanamente. Gli avversari erano i compagni della stessa sezione ma un anno avanti, insomma... i grandi. E la partita si mise maluccio, poi un recupero, ma eravamo sotto di un gol. Ed il tempo era ormai scaduto, mancavano pochi secondi alla fine.
Fu là che avvenne il prodigio. Mi arrivò una palla in una mischia furibonda, davanti a me un nugolo di giocatori avversari e non, non vedevo né la porta né il portiere, ma intuivo che là, dietro quel mucchio di persone c'era la possibilità, l'unica, di pareggiare i conti. E calciai la palla di taglio, e la palla volteggio per aria, sembrava andarsene sul fondo: il mondo intorno a me improvvisamente si fermò, e mi sembrò che tutti si ammutolirono guardando quella palla girare per aria. Poi d'improvviso l'effetto, e la palla, come sospinta sa una mano invisibile prese una traiettoria diversa lasciando sia il portiere che tutti noi senza fiato, senza parole. Poi un urlo, il mio, quello dei miei compagni... non so!
In quel momento mi tornò in mente mio padre,
le sue parole, quasi avesse calciato lui stesso quella palla. Abbracciai
idealmente anche lui mentre il mio cuore volava in cielo dalla gioia.
Giocai ancora molte partite, per molti anni. Imparai a lanciarmi la palla avanti
e correre veloce, segnai parecchi gol spesso calciando di taglio... ma
dimenticai di ringraziare il mio primo maestro, il più importante, lo faccio
adesso. Grazie papà.
Martedì 2 giugno 2009
In tondo chiaro - Sessantatrè anni fa nasceva la nostra repubblica, gli italiani scelsero con il voto di essere repubblica e non più monarchia. Né altre forme di governo similari. Repubblica punto e a capo! Mi capita spesso di assumere un atteggiamento fortemente critico nei confronti del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, e soprattutto di coloro che lo hanno votato. Soprattutto con loro.... e sì. Non riesco, in poche parole, a comprendere come un imprenditore che ha in mano praticamente la maggior parte dei mezzi di comunicazione, con diverse condanne con sentenza definitiva, con collusioni con l'ex partito socialista e Bettino Craxi, che si diletta nel tempo libero con veline, minorenni e future ministre, possa rappresentarci e rappresentarmi all'estero e decidere per me. Chiunque è padrone di dilettarsi con chi vuole, di corrompere chi vuole, di fare falsi in bilancio e comprarsi le televisioni che vuole, ma se poi deve fare i conti con la legge, che li faccia, e se ha sbagliato paghi e non si nasconda dietro leggi speciali (leggi Lodo Alfano), ma sopratutto eviti di presentarsi alle urne, ed eviti di rappresentare un popolo intero coprendosi/ci di ridicolo al parlamento europeo (Video1; Video2; Video3). Mi si dice: ma allora sei un comunista... un mortadelliano, uno di quelli del PD, un rutelliano, uno che simpatizza per Di Pietro. Ebbene, questa non è una equazione che funziona! Non condividere, anzi detestare Berlusconi, non significa automaticamente essere dell'altra sponda. Questa è ancora una volta una delle trappole escogitate da Silviuccio. Io infatti non mi sporco le mani con gli ipocriti che in questo momento affermano di portare avanti una politica di sinistra ma che non sanno dire nulla di diverso dal Berluska; anzi a dirla tutta forse sono per molti versi peggio loro, che vogliono solo speculare utilizzando un colore.
In questo momento politico e sociale non sono per nessuno. Anzi... sono per il tutti a casa! Ricominciamo da zero, ricominciamo da noi. Portiamo al parlamento e al senato gente nuova e teniamocela per un paio di legislature al massimo, poi di nuovo a casa. E soprattutto chiudiamo la strada politica a coloro che hanno condanne penali. Insomma non più sedicenti destre e sinistre, ma noi, il popolo, come una repubblica... vera.
Lunedì 1 giugno 2009
Giovani emozioni - Il 2009 si è aperto all'insegna di un terribile conflitto, mai iniziato e mai finito, nella striscia di Gaza, là dove molti bambini non hanno mai visto il cielo. Purtroppo poi la terra Aquilana è tremata, e case, chiese, ospedali, e soprattutto sogni e speranze oltre che vite, sono volate in cielo per migliaia di persone. Nel frattempo il nostro presidente del consiglio è stato mollato dalla moglie e di questo, poco potrebbe importarcene ed ancor meno ci importa del fatto che lui Ami trastullarsi con minorenni e veline: peccato però che Silvio Berlusconi ci rappresenti nel mondo e che le sue nefandezze siano "in bocca" ai principali media di tutto il mondo! Di tutto questo mi rammarico, anche se continuo a mantenere accesa la fiammella della speranza alimentata dalla mia personale gran voglia di cambiare le cose, dalle radici, dai nostri figli.
Questa mattina mia figlia per la prima volta ha aperto le sue braccia per accogliermi, ed è stato bellissimo! Ecco, da lei, da questa "giovane emozione", inizia la mia personale rivoluzione!
Domenica 31 giugno 2009
The cowboy of dreams - Nei sogni di ciascuno di noi ci sono luoghi e personaggi tanto belli quanto irraggiungibili che periodicamente fanno capolino nella notte ad allietare e strappare effimeri sorrisi. Qui a pochi passi da Roma uno di quei sogni è diventato per me una meravigliosa realtà. Dalle finestre vedo prati verdi e pecorelle, cavalli e mucche; ogni sorta di albero e fiori colorati. Non traffico, nè smog, ma trattori (qualcuno) e contadini, intenti ad arare, seminare ed accudire i loro raccolti. Le mattine invernali iniziano accendendo il fuoco e sfornando il pane caldo, quelle estive innaffiando il prato. Il trascorrere delle stagioni è ancora rimarcato dai passi scanditi dalla natura, le rondini arrivano ancora a primavera ed in autunno se ne vanno, ed il profumo della mimosa annuncia la fine dell'inverno. Gli odori ed i colori fanno il resto. Nei miei sogni e nelle mie speranze c'era proprio questa vita, questa casa, questa famiglia, una vita campagnola, una vita da... cowboy.
Lunedì 31 gennaio 2009
Il pensionato - Una casa al pian terreno a centocelle, l'odore di muffa e di caffè, si mischiano a quella impercettibile ma allo stesso tempo più che tangibile sensazione di solitudine, che trapela oltre che dai tuoi dolci occhi da quei sorrisi che si fermano a metà, come la tua vita, come il tuo cuore. In ogni angolo l'ombra di colei che non c'è più, se ne avverte la presenza in ogni oggetto, in ogni cosa lasciata così come lei la mise l'ultima volta. Era bella ed eravate belli e giovani in quella foto bianco e nero nel salottino disadorno, bello il suo sorriso perché semplice e sincero. Il suono della tv ti fa compagnia e riecheggia nelle stanze vuote, che portano i segni della vita trascorsa e corsa via, lasciandoti solo con i tuoi ricordi ed il tuo goffo tentativo di andare avanti. Chiudo la porta nascondendo a stento una lacrima, salutandoti con un arrivederci.
Lunedì 5 gennaio 2009
Ninna nanna - La befana quest'anno eviterà, per motivi di sicurezza, di passare con la sua scopa volante nel cielo al di sopra della striscia di Gaza, dove invece la attendono migliaia di bambini che impauriti, al freddo e affamati vedono in lei forse l'unica cosa/persona che possa distoglierli da una terribile realtà fatta di bombe, di sangue, di disperazione e soprattutto della indifferenza del mondo intero. Loro non vogliono questa guerra, e nessuna altra guerra nel mondo, ma solo giocare spensierati in un mondo di pace come i bambini israeliani, come i bambini americani, come quelli cinesi o italiani. I loro genitori ed i loro nonni si contendono una striscia di terra da decine e decine di anni, ma loro, i bambini non sanno spiegarsi il perché; molti di loro non vedranno domani, a causa di una guerra senza ragione (nessuna guerra ne ha una), moriranno dilaniati dalle bombe senza sapere di avere un nemico, senza sapere cosa sia un nemico. Chiuderanno gli occhi per sempre senza aver conosciuto la pace, senza aver vissuto un solo minuto di serenità.
Sabato 3 gennaio 2009
Auguri - Anche il 2009 è puntualmente
arrivato allo scoccare della mezzanotte ed un secondo. Assieme a lui porta i
dieci anni di questo portale, che da iniziale ripostiglio "segreto" è diventato
oggi un porto per navi alla deriva. Nel mare tempestoso, quale internet è ormai
diventata, c'è bisogno di punti di attracco, dove riposarsi prima di ripartire.
E qui ci sono acque sempre tranquille! Potrò sembrare presuntuoso a dire ciò, ma
a mio suffragio ci sono ormai centinaia di persone che mi mandano messaggi di consenso ed
incoraggiamento. Immeritati, questo si, in quanto per arrivare dove ho in mente
di arrivare, ci vorrà ancora del tempo. Forse altrettanto tempo. Siamo quindi
solo all'inizio. Ma molti di voi hanno capito cosa ho in mente e la filosofia di
fondo di queste pagine, che seppur propongono punti di vista e passioni del
tutto personali, vogliono essere un punto di incontro tra me e chi sa cogliere
l'Amore e l'entusiasmo che ho investito.
Il 2009 è per tutti noi un anno davvero importante, perché ci vuole poco a
capire che la nostra condizione economica e politica fa acqua da tutte le parti;
quindi davanti abbiamo o il tracollo o un risveglio, nel quale tutti speriamo.
Quest'anno però c'è una novità! Se non metteremo ognuno qualcosa di suo per far
si che il nostro paese si riprenda, andremo inesorabilmente ed
inequivocabilmente tutti a fondo! Non esiste più il delegare o il "tiriamo
innanzi", non esiste più il pensare che in qualche modo le cose si sistemeranno
da sole. I protagonisti a questo punto siamo noi. Come la storia siamo noi.
Siamo noi che dobbiamo rinnovare la classe politica e mandare a casa quella
attuale, da destra a sinistra, fatta di condannati in via definitiva per quasi
tutti i reati esistenti, e siamo noi, acquistando o non acquistando, avendo
fiducia o no, a delineare gli scenari economici prossimi venturi. Abbiamo il
potere ed il dovere di farlo per noi e per i nostri figli.
Auguri a tutti e avanti allora: rimbocchiamoci le maniche!
Sabato 27 dicembre 2008
Bye bye 2008 - Un altro anno ci lascia
e con lui porta via ricordi belli e brutti. Amici se vanno ed altri vengono.
Saluto in particolare Rolando Romagnoli, amico e collega che ha lasciato nel mio
cuore il rammarico di non aver fatto molto per lui, ed un sorriso che mai potrò
dimenticare fatto di una dolcezza che mal accompagnava la sua opulenta fisicità.
Saluto anche Lidia Perria, il cui mondo interiore così bello e colorato come
pochi sanno, ha scaldato molte giornate della mia esistenza. Saluto anche Paola
e Mario che mi hanno deluso, ma mai quanto io ho deluso loro.
Ma tanti nuovi e vecchi amici stanno arrivando, anche grazie ai canali
comunicativi virtuali. Sono molto contento di questo ed apro il nuovo anno con
la speranza di incontrare nientepopodimenochè i miei "vecchi" compagni di
scuola.
Il 2008 mi ha portato soprattutto Valentina, una bambina bella e piena di vita.
Era il 4 marzo. Una figlia: il dono di Dio più bello che un uomo possa avere
dopo la donna che ha accanto.
Pazienza per Berlusconi al governo, prima o poi cadrà anche lui, come tutti gli
altri. Speriamo solo non faccia la triste e violenta fine che prima di lui hanno
fatto tutti coloro che con il potere hanno abusato.
Il 2009 segna anche i dieci anni di questo
sito. Ed il mio grazie va a tutti coloro, e sono quasi 100.000, che hanno
visitato queste pagine, ed hanno condiviso le mie... emozioni.
Auguri a tutti.
Venerdì 26 dicembre 2008
Piccola finestra - Piccola finestra
sul giardino, verde e ventoso, attraverso la quale filtra la luce che illumina i
miei pensieri. Piccola finestra, sapessi quanto è freddo il tuo piccolo
spiffero, che non riesco ancora ad individuare, e che mi riporta sulla terra
ogni volta che la mia fantasia mi preleva da questo piccolo tavolino dove
scorrono i miei pensieri. Piccola finestra che mi separi dalle abbondanti
lacrime del cielo, che inondano il nido del pettirosso, proprio a metà del fusto
dell'albero più vicino. Silenziosa stanzetta che mi culli e mi accogli, tu mi
hai suggerito le mie frasi più belle ed hai ripescato dalla memoria ricordi
sopiti e lontani.
Piccola stanzetta sul giardino, sorridi e piangi con me perché sei ormai entrata
nel mio cuore.
Giovedì 25 dicembre 2008
Corsi e ricorsi... di vita - Quando iniziai la mia attuale e nuova esperienza lavorativa non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato e soprattutto quanta soddisfazione mi avrebbe dato. Pensai tra me: "ma come, con tutta l'esperienza che hai, ti metti a fare il docente per corsi di alfabetizzazione informatica?! Come spesso mi capita, nel giro di poco tempo mi sono ricreduto. Dovrei pagare io le persone che ogni giorno partecipano ai miei corsi, per la soddisfazione e l'affetto che mi dimostrano. Persone di ogni fascia di età in ogni periodo dell'anno si siedono davanti a me ed ascoltano in silenzio cosa ho da dire. Ed è bellissimo, lezione dopo lezione, scoprire che si hanno tante cose da dire e da raccontare, al di là dello scopo per il quale ci ritroviamo insieme. Gioie, tragedie, speranze e talvolta rammarico, si mischiano insieme creando amicizie e soprattutto nuovi ed insperati scenari di vita. E così un piccolo corso di PC diventa inaspettatamente una finestra sulla quale affacciarsi per sentirsi... un po' meglio. E posso solo ringraziarvi, e posso solo ringraziare per tutto questo.
Sabato 4 ottobre 2008
Nell'anima o nella mente? - C'era
un profumo nell'aria di fiori, di erba ed una grande felicità infondo al cuore.
L'anima e la mente si aprivano ad accogliere qualcosa di nuovo, ma non sapevi
cosa. Ti sentivi bene, anche se una strana smania una specie di inquietudine si
muoveva dentro di te. Guardavi il cielo e vedevi le rondini volare alte
nel cielo azzurro, qualche nuvoletta qua e là, ed una brezza ti accarezzava
piacevolmente il viso.
Ogni cosa era bella ed era nuova.
Si chiamava primavera.
Avvertivi tutto ciò in questo modo forse per il fatto che eri bimbo, ed ogni
cosa era nuova e bella per questo? Forse. Rimane il dubbio che non sia così, e
che davvero non esista più la stagione meravigliosa del risveglio.
Rimane il sospetto che sia proprio tu ad invecchiare guardando anche
l'avvicendarsi delle stagioni con la scaltra esperienza che uccide perfino la
più evidente percezione del mondo reale.
Lunedì 15 settembre 2008
E intanto il sole si nasconde - Cantavi la
contestazione degli anni sessanta, ma volevi fare il violinista. La tua voce e
la tua chitarra hanno fatto da sottofondo al decennio successivo al sessantotto
fatto di anni caldi e colorati. La purezza delle tue idee, la dolcezza dei tuoi
testi, fanno di te un'icona di qualcosa non c'è più. La poesia di quel periodo,
di quegli anni, che solo chi li ha vissuti può ricordare, li hai fotografati con
la tua musica, mai scontata, mai banale. Ti voglio ringraziare Stefano, perché
gli anni più belli della mia giovinezza non li ricorderei così meravigliosi
senza quella colonna sonora che tu e solo tu avresti potuto creare.
Ricorda
di salutare per me il bimbo del letto ventisei.
Lunedì 15 settembre 2008
Svezia - C'è una piccola casa in mezzo ad una foresta, tutta di legno, color rosso mattone da fuori, e dentro chiara e luminosa. Alle spalle un bosco impenetrabile fatto di alberi a fusto alto. Davanti, a pochi metri, il mare e più giù un'isoletta. L'inverno era freddo e molto lungo ma la casina calda e confortevole era molto generosa con coloro che la abitavano, ed offriva calore ed una luce calda e accogliente che mai più ho ritrovato altrove. Non posso dimenticare la fragranza della natura là intorno. Un profumo tipico delle vegetazioni intense, e poi l'odore tipico della resina sugli alberi che in estate colava dai tronchi. I quaranta gradi sotto zero ed una notte che durava sei mesi portava le alci ed i loro cuccioli sino all'uscio della casina, in cerca di cibo che sapevano avrei conservato per loro. Vecchi ricordi di un paese che mi ha rubato l'anima.
Domenica 14 settembre 2008
Il marinaio - Ciao marinaio sorridente, tu che hai navigato sopra oceani lontani, ed a guerre e stenti senza fine, col tuo sorriso positivo e rassicurante, sei nei miei primi ricordi col tuo odore acre e la tua pelle color cioccolato. Il tuo canto serale, la "ninna nanna del cavallino", addormentava anche le stelle, ma teneva sveglio me che volevo rimanerti accanto, desto il più possibile, per ascoltarla. E' passato tanto tempo mio caro bel marinaio in uniforme bianco smagliante classe 1927 e ti penso, ti ricordo con la nostalgia ed il rammarico per tutte le cose che non ci siamo mai detti. Ciao mio caro papà.
Venerdì 5 settembre 2008
La inesorabile marcia del nulla - Si sciolgono velocemente i ghiacci polari, e gli orsi stremati e senza più voglia di vivere, muoiono su enormi lastroni di ghiaccio. Le api, disorientate da sostanze insetticide, non riescono a tornare a casa e muoiono assieme ai loro gli alveari. Scompare la terra e compare il deserto. Scompaiono le mezze stagioni. Scompare anche la fantasia dei bambini, al posto della quale c'è la TV, i computer, i videogiochi, i gameboy e le playstation. Scompare l'informazione e soprattutto la voglia di informarsi e parallelamente scompare anche la voglia di combattere e di cambiare. Avanza, a grandi passi, il nulla.
Giovedì 4 settembre 2008
Piazza Bologna grida - Sono le 18:01 e
sono fermo ad un semaforo di Piazza Bologna, a Roma. Un signore di mezza età
grida: "... dov'è l'esercito? Dov'è la polizia?" e poi "Siamo in un paese alla
deriva". Tra me penso:"il solito pazzo della piazza, fa molto caldo,
evidentemente le meningi sono in tilt".
In questi ultimi mesi, tuttavia, Roma ricorda tristemente una città dopo un
golpe (... o immediatamente prima), esercito ad ogni angolo, polizia e carabinieri come mai si
era visto prima.
Sono ad ogni angolo, dicevo, tranne dove accadono fatti e misfatti, alludo a scippi,
come forse nel caso del signore di Piazza Bologna, o di stupri e rapine,
come qualche giorno fa è capitato a due turisti olandesi.
Non mi sembra ci sia più sicurezza, ma solo più tensione e preoccupazione: tanta.
Tornando a casa mi soffermo sulla parola "deriva", e penso alla mancanza di un timone, di una vela, di un motore che sospinga. Penso al vuoto politico ed ideologico di questo paese, alla totale disinformazione che crea un oceano di ignoranza nel quale anneghiamo inesorabilmente tutti quanti. Penso anche alla mancanza di uomini in grado di spingere, di guidare, affidabili. Sto pensando al nostro paese, per la libertà del quale i nostri nonni hanno dato il loro sangue, la loro vita, al nostro paese che annaspa evidentemente alla deriva, vorrei scendere dalla moto e consolare il malcapitato, ma i miei pensieri mi hanno portato lontano, troppo per tornare indietro.
Martedì 4 marzo 2008
Vai Valentina! - Sei stata nei miei sogni e nei miei pensieri più belli fin dalla mia più giovane età. Ti ho pensata, immaginata e deformata attraverso la mia fantasia, fino a farti diventare tante volte ciò che probabilmente tu non sarai mai. E quante volte ho pensato negli ultimi anni che non saresti venuta più! Anche adesso che sei tra le mie braccia, ti guardo commosso ed incredulo, e nella mia felicità c'è l'ombra del timore che tutto questo non sia vero. Ma ci sei, eccome se ci sei. Bella come non avrei potuto mai sperare, nitida e pura espressione di vita, innocente ed indifesa come un bel fiore colorato in mezzo ad un prato verde. Mi insegnerai ad Amare la vita, più di quanto già non sia. Ti insegnerò a non temerla mai. Benvenuta Valentina!
Sabato 1 marzo 2008
Una finestra sul cuore - Eri un batuffolo a quatto zampe, eri piccolissima, maleodorante, indifesa, e piena di vita. Eri intelligente e sensibile. Eri buona ma anche furba, tenera ma anche coraggiosa. Eri il mio cane o forse io ero semplicemente il tuo compagno. Qualcosa o Qualcuno ci mise, tantissimi anni fa, sulla stessa strada. La condividemmo insieme senza farci troppe domande. E' stato un percorso bellissimo, che mi ha cambiato. Tu no, mi piccola Karen, sei rimasta sempre la stessa, coerente fino all'ultimo respiro con la ragione per la quale eri nata. Te ne sei andata improvvisamente come improvvisamente arrivasti, così, come appare e scompare un angelo. Oggi ti ricordo con grande nostalgia ma anche con la sensazione forte che nel mio cuore c'è una finestra speciale, solo per te, dalla quale ti affacci e mi sorridi.
Sabato 1 marzo 2008
Richiami - Al di là del mare, al di là del cielo, al di là dei sogni e delle speranze, dei progetti, delle illusioni, al di là di tutto c'è sempre qualcos'altro, qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, di inaspettato, qualcosa per la quale vale la pena vivere e per la quale battersi e lottare. Qualcosa che giustifica il mettere al mondo dei figli ed il crescerli e l'educarli ed infine per la quale invecchiare, ed arrivare fino in fondo, fino all'ultimo respiro. E' là, dietro il tramonto, dietro l'alba, dietro la montagna o il mare, o dietro semplicemente un sorriso, una malinconia o una tristezza, oltre la paura, là è la nostra direzione, là dove non c'è più sentiero, e dove non ci accompagna più la ragione ma tutto il resto, là siamo chiamati.
Martedì 12 febbraio 2008
Occhio per occhio - Il Pentagono pensa
alla pena di morte per i sei imputati dell'attentato alle torri gemelle
dell'undici settembre 2001. Si vuole uccidere coloro che si presume furono gli
organizzatori del progetto che costò la vita a 2973 persone che in quel momento
erano per vari motivi all'interno dei due edifici colpiti dagli aerei dirottati.
Mi chiedo a cosa siano valse le indagini svolte dai parenti delle vittime, tutti
documentati, e che avanzano più di un'ipotesi di complotto internazionale e che
sottolineano con tanto di prove che la grande macchina difensiva ameriCana, quel
giorno, nonostate più di un segnale di allerta giunto nei giorni precedenti l'11
settembre, non accennò "misteriosamente" un minimo tentativo di reazione. Troppe
strade portano ad individuare grossi giochi di interessi tra George Walker Bush
(e famiglia) e Osama Bin Laden per non prenderle in considerazione.
Oggi, di fronte alla condanna a morte per i sei "capri
espiatori", mi viene da pensare
alle pene corporali adottate in antichità da alcuni popoli ed ancor oggi in uso in alcuni paesi
di questo mondo. Si
taglia la mano di chi ruba. Ma allora... si tagli la testa di chi ha pensato
alla strage delle torri gemelle cercando
pretesti di guerra, si
aprano i libri di storia, e si legga quante volte nel passato si è passati
attraverso il sangue di innocenti per arrivare a giustificare guerre altrimenti
improponibili!
Lunedì 4 febbraio 2008
Il suo nome è donna Rosa - Ieri a
Milano è morta la seconda donna Rosa della storia di Italia, dopo la mamma di
Benito Mussolini, ci ha lasciato, alla tenera età di novantasette anni
anche la mamma di Silvio Berlusconi. Si chiamava, per ironia della sorte Rosa
Bossi Berlusconi. Chi l'ha conosciuta da vicino la descrive come tipica mamma
italiana, autoritaria ed Amorevole, ferma ed generosa. Le dobbiamo un prodotto
del tutto italiano, basso, pelato e mafioso, prototipo del maschio nostrano così
come all'estero ci immaginano. Adesso si dice che Rosa sia già in cielo, in attesa
del figlio, che però al suo arrivo si tratterrà per poco, solo tre giorni, in
attesa della resurrezione.
Donna Rosa, non ti preoccupare, nessun rancore per
te, anche se quella sera sarebbe stato meglio soprattutto per il nostro popolo,
poi per l'umanità intera, che ti fossi astenuta dai piaceri della carne.
Martedì 29 gennaio 2008
Verità nascoste: ma non troppo. - Questa mattina, come ogni mattina, ho iniziato la giornata leggendo le principali notizie dal mondo attraverso la rete. La Repubblica, Ansa, il Messaggero, El Pais, il Time etc. Lo faccio ogni giorno da quando esiste internet, perché non utilizzo (da sempre) il televisore, e mi informo quindi con sistemi alternativi, qualche volta illudendomi che la notizia mi arrivi più pulita: ma non solo per questo. Purtroppo i giornalisti, per la maggior parte, non sono liberi di scrivere o commentare la verità, e comunque sono vincolati al dover vendere la notizia aggiungendo, o a volte togliendo, in ogni caso inquinando. Quindi la nostra visione della realtà è filtrata da questi occhiali colorati che snaturano ad arte il nostro campo visivo, cercando di farci credere cose che non esistono per non farcene vedere altre. Così possiamo credere a ciò che altrimenti non crederemmo mai: ad esempio che esiste ancora una corrente politica di destra ed una sinistra, che Prodi è un uomo di sinistra e che Berlusconi è di centrodestra. O che questa o quella squadra di calcio vince per merito il campionato, e che gli AmeriCani hanno fatto due guerre in Iraq per salvare il popolo dalla dittatura di Saddam, e ancora che Giovanni Paolo I sia morto improvvisamente e per cause naturali all'indomani di alcuni discorsi da lui pronunciati sulle ricchezze della Chiesa.
Leggo e rileggo queste ed altre notizie, ma qualcosa non mi convince. Qualcosa non torna. Qualcosa soprattutto mi rattrista. La mia intelligenza e la mia logica subiscono un duro affronto da questi "giornalisti" servi di un sistema ormai talmente allo sbando da aver perso credibilità ovunque, anche negli stati sociali più lontani da quel minimo di cultura che serve per sviluppare un po' di senso critico. Ed allora oggi per vendere ancora nel mondo dell'informazione serve veramente qualcosa nuovo, apparentemente semplice, ma evidentemente pericoloso: la verità.
Lunedì 28 gennaio 2008
Buongiorno giorno - Ogni mattina da un po' di tempo inizio la mia giornata sempre nello stesso bar facendo colazione sempre con lo stesso caldo cornetto integrale, e lo stesso caffelatte, sempre la stessa ora e sempre la stessa magia: entro ed è notte fonda, esco ed è già mattino. Ed ogni giorno mi chiedo con stupore se si è compiuto un miracolo, o magari mi sono trattenuto un po' troppo, sempre meravigliato. Ma la mia colazione assai rapida, mai più d cinque minuti. Cinque minuti però a cavallo dell'alba, sufficienti per passare dall'oscurità alla luce di un nuovo giorno. Ci vuole poco perchè il buio diventi luce. E' l'alba di un nuovo giorno, uno dei tanti mi dico talvolta, altre volte però, come oggi, mi sembra di essere appena nato, che questo sia il mio primo giorno, altre volte invece... penso che l'essermi svegliato non è affatto scontato! Buona giornata.
Mercoledì 23 gennaio 2008
Bye Bye Mastella - Mentre sale ancora una volta la tensione nella striscia di Gaza, con la differenza che da ieri la gente corre ad acquistare viveri, proprio come si fa quando si teme la una guerra, come se già non ci fosse e non ci fosse da anni, ed un giovane attore di 28 anni Heath Ledger si toglie la vita "impasticcandosi" durante la notte, il nostro ex ministro della "giustizia" Clemente Mastella ed il suo clan sbatte la porta e se ne va. Ogni tanto qualche buona notizia. Anzi ottima. L'Italia respira aria più pulita e certamente di lui e del suo parentame non sentiremo la mancanza. Se ogni giorno accanto ad una cattiva notizia ne trovassimo una buona staremmo tutti molto meglio. Purtroppo il bilancio pende sempre dalla parte sbagliata. Non oggi però!
Lunedì 21 gennaio 2008
Son tornate a fiorire... - Gli alberi di mimosa sono pronti ad annunciare la primavera, il verde lascia il posto al giallo, uno o due giorni di sole ed il gioco è fatto: il loro profumo inebriante ed inconfondibile profumerà molte strade di questa città, ma soprattutto le compagne, dove, accanto ai casolari spesso danno sfoggio di se mimose secolari immense, splendide. Ancora una primavera alle porte dunque, che qui a Roma normalmente dura dai sei agli otto mesi, e a volte anche di più, anche se il caldo estivo negli ultimi anni ha spezzato più volte questa idea secolare della eterna primavera. Una primavera che ha un sapore davvero speciale quest'anno, perchè insieme a fresie, tulipani e narcisi fioriranno nuove vite e tra queste una per me speciale. Ti aspetto primavera.
Giovedì 3 gennaio 2008
Good morning 2008 - Mi fa davvero impressione scrivere 2008 (duemilaotto), mi sembra passato così poco tempo da quando pensavo all'anno 2000 come una data legata al futuro, ed ai film di fantascienza, ed ora non solo è già trascorso, ma tra poco ne supereremo il primo decennio. Ma siamo qui, io a scrivere su pensieri e parole e, chissacchì, a leggere; siamo qui con non poche preoccupazioni: il petrolio a cento dollari al barile, una nuova guerra in Kenya che nasce subito dopo Gesù bambino, e questa volta è guerra etnica, con un Pakistan ferito al cuore dalla uccisione di Benazir Bhutto il cui sorriso, rassicurante e solare rimarrà per sempre nei miei ricordi. Insomma, come dire? Speriamo bene! Speriamo soprattutto che con l'aiuto di Dio, e con l'uso dell'intelligenza e della consapevolezza di cui Lui ci ha fatto dono, ognuno di noi possa contribuire alla costruzione di un futuro migliore, per noi, e soprattutto per i nostri figli. Auguri a tutti
Giovedì 20 dicembre 2007
Santi ed eroi - Eugen Berthold Friedrich Brecht detto Bertolt nato ad Augusta (Germania) il 10 febbraio 1898 e morto a Berlino il 14 agosto 1956, considerato il più influente drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco del XX secolo diceva tra l'altro: "Beato il popolo che non ha bisogno di eroi". Da questo prendo spunto oggi per parlare della mia scelta di pubblicare su questo mio spazio del mondo virtuale un elenco di uomini che hanno perso la vita per donarci il loro esempio e che ho voluto denominare Santi laici, ispirato da una terminologia già presente nella rete. Ho voluto riprendere e sviluppare un lavoro già presente in varie parti del web e raccoglierlo in maniera razionale, ampliandolo dove possibile e integrandolo con informazioni prese qua e là: quindi troppo frammentate e dispersive.
Questo lavoro di paziente di ricerca e di taglia/incolla, tra l'altro ancora ampiamente da completare, mi ha fatto scoprire un universo fatto di persone semplici e fino al momento della loro morte anonime, giovani, spesso giovanissime, che non solo hanno lasciato la loro vita sul campo, ma dietro di se mogli e figli spesso di pochi mesi. Gente che ha saputo dire no alla mafia, alla prepotenza e alla arroganza che deriva dal delirio di onnipotenza di chi crede nel potere delle armi. Gente che, poliziotti, carabinieri, agenti di custodia, stavano semplicemente facendo il loro lavoro. Imprenditori e commercianti non più disposti a pagare il pizzo. Gente che era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Gente morta per un cognome o addirittura per uno scambio di persona.
E' con commozione ma anche rinnovato impegno che continuerò a pubblicare su queste pagine i nomi e la breve storia (spesso troppo breve per mancanza di fonti) di queste persone, e a ricordarne ogni giorno una diversa in homepage. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno collaborare all'arricchimento delle informazioni disponibili.
Mercoledì 19 dicembre 2007
Viva l'Italia - Negli ultimi trent'anni
ho visto sventolare le bandiere d'Italia solo in un paio di occasioni: quando
l'Italia vinse i campionati del mondo pallonari nell'ottantadue e, per lo stesso
motivo lo scorso anno. Poi niente più. Il patriottismo è andato in declino dal
1945 in poi: da allora si ha una sorta di vergogna ad esibire bandiere della
nostra nazione. Abbracci fraterni e feste popolari come quelle che
accompagnarono la fine della seconda guerra mondiale, con l'ingresso nel nostro
paese degli alleati, non se ne sono più visti.
E ieri sera a Roma il Colosseo era tutto illuminato, peccato per quella scritta
a caratteri cubitali: "Mai più". Peccato soprattutto che quella illuminazione,
che rendeva l'anfiteatro ancora più bello di sempre, non è stata predisposta per
valorizzare forme, archi e maestosità, ma solo per manifestare solidarietà con i
tanti martiri del lavoro, che in questi giorni in particolare (solo ieri altri
cinque), hanno lasciato la vita sul cantiere, in fabbrica, in azienda.
Dobbiamo quindi attendere la prossima
vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio o altri decessi sul lavoro per vedere
un sorriso, un abbraccio, la nostra bandiera sventolare o un monumento
illuminato a giorno? O dobbiamo attendere la conclusione della terza guerra
mondiale?
Forse possiamo fare qualcosa adesso, ad esempio aprendo qualche libro di storia
e leggere cosa hanno fatto i nostri nonni per consegnarci un'Italia libera e
democratica e gioire di questo, ed esser fieri di essere i nipoti di questi eroi
caduti per un piegare la schiena alla prepotenza e alla arroganza
delirante/nazista. E magari illuminare il colosseo e tutti gli altri monumenti
per i quali l'Italia non è seconda a nessuno, in memoria e con fierezza, proprio
per ricordarci di essere Italiani.
Venerdì 14 dicembre 2007
Il vizietto - Ancora una volta il valoroso cavaliere di Arcore monta sul suo prode cavallo e sguaina la spada. Ancora una volta, il suo avversario è la toga rossa: quegli sporchi sceriffi della sinistra, che lo accusano ingiustamente di rubare, di raccomandare, di falsare, di nascondere dietro il suo buonismo, la sua santa abnegazione, il suo altruismo, una avida e lurida brama di potere. La macchina giudiziaria si mette in questi giorni nuovamente in moto, il soggetto è nuovamente lui. La vittima predestinata. In passato effettivamente qualche condanna in via definitiva c'è già anche stata, mi sembra di ricordare qualcosa come: falso in bilancio, corruzione alla guardia di finanza, falsa testimonianza, finanziamento illecito ai partiti; evidentemente qualche "malefatta" è avvenuta realmente, ma sempre robettine da qualche milioncino di euro, poca cosa, senza considerare che molto è stato coperto da amnistie e condoni ad hoc, da abili omissioni, o manomissioni.
Non sostengo la sinistra "denigrando" ciò che non è né destra né centro, Berlusconi è Berlusconi, non parliamo quindi di politica, ma di una vera e propria piovra mascherata da santo, di una persona che ha nelle sue mani la maggior parte dei media della nostra nazione e che solo in Italia poteva arrivare dov'è arrivato (presidente del consiglio), un po' per le non leggi che regolano l'accesso alle più alte cariche, un po' per la cieca e sciagurata ignoranza della gente, accecata dagli effimeri sogni prodotti dalla TV, di un amico intimo di Craxi e che da Craxi ha ereditato il vizietto. Non voterò mai questa sinistra, per questo e a maggior ragione lasciatemi dire che non riesco a rassegnarmi all'idea di vedere ancora in libertà e con quel sorriso da salvatore della patria il cavaliere di belle speranze.
Mercoledì 5 dicembre 2007
L'America - Il 6 dicembre del 1907,
quindi quasi esattamente cento anni fa, un'esplosione dei cunicoli della
statunitense Farimont Coal Company, in West Virginia, uccise centinaia di
persone. Il numero esatto delle vittime non è mai stato scoperto. Ma almeno 171
erano immigrati dal nostro paese. Italiani partiti per cercare fortuna in un
altro paese, partiti per trovare l'America.
Cento anni fa esportavamo manodopera e uomini, donne e bambini disposti a tutto
pur di guadagnarsi il pane: onestamente e non. Non dimentichiamo che insieme a
persone fantastiche e a martiri, come in questo caso, esportammo anche mafia e
cosa nostra, un marchio che ancora oggi ci contraddistingue nel mondo insieme
alla pizza napoletana.
Ma voglio arrivare a qualcos'altro questa mattina. Ossia: voglio tenere presente
nella mia mente, quando osservo questa città invasa da extracomunitari, che
provengono da ogni parte del mondo, che loro oggi sono qui in Italia perchè noi
rappresentiamo l'America, quindi la speranza di un mondo migliore; sono qui per
fare i muratori, i carpentieri, i facchini, i manovali insomma. Tutti mestieri
che nel nostro paese non farebbe ormai più nessuno, o che nessuno farebbe più a
così basso costo. Sono qui, lavorano duramente di giorno, per poi la notte
dormire nelle baracche all'addiaccio, lungo il fiume, o sotto i ponti. Qualcuno
di tanto in tanto commette piccoli o grandi reati, qualcuno invece gestisce il
mercato della prostituzione sulla Salaria o quello di stupefacenti ai
giardinetti di chissà quale quartiere. Ma noi siamo l'America adesso anche
grazie a quelle 171 anime volate in cielo a causa di quella esplosione: cento
anni fa.
Martedì 4 dicembre 2007
E venne la notte - La notte, l'assenza
di luce, il buio. Una delle nostre paure primarie, che affonda le sue radici
nella preistoria del nostro arcaico cervello, istinto di difesa e quindi di
preservazione della specie. Tutti chi più o chi meno ne abbiamo istintivamente
paura. Può capitare di entrare in un luogo buio e di non trovare l'interruttore
della luce. E' in quel momento che scatta l'ansia, una forma di paura senza
oggetto, che qualche volta si trasforma in panico.
Nella Apocalisse di Giovanni (21, 22-25) troviamo:
Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte.
Ciò significa chiaramente che anche nel cristianesimo la luce
è bene e la notte è male, com'è già registrato nella nostra mente.
Secondo gli scienziati il buio conseguente alla prossima ed inevitabile (secondo
gli esperti) guerra nucleare, sarà la vera causa della prossima glaciazione, e
quindi della fine dell'umanità.
Ma buio è anche assenza di conoscenza, di un'idea, di una opinione, di una fede.
Qualcosa possiamo fare dunque. Poco, ma qualcosa si. Accendiamo il nostro
cervello e spegniamo la TV, apriamo qualche libro ed eliminiamo videogiochi,
PlayStation, e giochi cibernetici, creati ad arte per annientare il nostro senso
critico, e convogliare le nostre energie nel... nulla.
Smettiamo di leggere, per lo stesso motivo, oroscopi e profezie, e lasciamo
maghi e cartomanti bruciare nell'inferno del loro pochismo e della loro
arroganza. Semmai chiediamoci come mai un un uomo morto in croce 2007 anni fa
del quale esistono più documenti storici e prove della sua esistenza che per
Giulio Cesare, non riesca a fare luce nel buio scetticismo di molti
benpensanti.
Lunedì 3 dicembre 2007
Proverbi e cicloni - Chi semina vento
raccoglie tempesta, dice un proverbio. Ed io senza dubbio nella mia vita ho
raccolto molta tempesta, perchè giovane e probabilmente inetto, ero affetto da
una forma molto grave di delirio di onnipotenza, e forse ancora lo sono. Sta di
fatto che ho pagato abbondantemente e sempre di mio, travolto non da tempeste ma
da uragani, che mi hanno sbattuto, dilaniato, lasciato senza respiro e senza
vita, portandomi infine sin qui.
Un altro proverbio dice che il male non è altro che l'assenza di bene. Semplice,
profondo, disarmante, vero. Per quanto tempo ho vissuto nella assenza quasi
completa di bene, preso solo da me stesso e dal mio desiderio di affermazione?
Oggi sto cercando cose diverse. Vorrei riuscirci, senza cadere nell'eccesso opposto (credo si definisca abnegazione), non so se ci riuscirò ne se avrò il tempo per riuscirci. Per adesso chiedo umilmente scusa a chi è passato e si è trovato suo malgrado travolto dal mio ciclone. Non posso risarcire ma ripeto: chiedendo scusa.
Lunedì 26 novembre 2007
Un giorno credi... - Una bellissima
canzone di Edoardo Bennato, risalente agli indimenticabili anni settanta
iniziava così: "Un giorno credi di esser giusto, e di essere un grande uomo, in
un altro ti svegli e devi, cominciare da zero. Situazioni che stancamente, si
ripetono senza tempo..." etc. C'era un tempo in cui le canzoni dicevano
qualcosa, ed anzi qualcosa insegnavano. O quantomeno ti facevano riflettere.
Poche note ma parole davvero profonde, vere direi, spietatamente vere. La vita,
almeno la mia, e davvero così. Un succedersi di eventi talvolta terribili, molto
spesso meravigliosi, ma mai definitivi. E così tante volte mi sono svegliato
entrando in un incubo. Una vita passata su una giostra che ha riproposto sempre
le medesime situazioni, luoghi, colori, persone ed odori erano diversi, ma
l'essenza sempre la stessa. Ciò avrebbe potuto ferrarmi presto e rendermi immune
dall'errore. Così non è mai stato, neppure una volta.
Giovedì 22 novembre 2007
Sei della settima - Se il sabato sera non vai in discoteca, non vai a ballare, non vai al cinema, ne al teatro, ne vedi amici, genitori o parenti, ma i tuoi fratelli, e puntualmente si inizia tardi, prepari la sala e non metti i tappeti come dovresti, mangi caramelle o mastichi gomme, prima, durante e dopo l'Eucarestia, e ridi e giochi e scherzi e sei distratto, canti stonando, dimentichi le parole, sbagli gli accordi e non vai a tempo. Se è a centocelle la parrocchia dove tutto questo avviene, e per la strada arrivando non vedi certamente Santi ma prostitute e papponi. Se a portarti qui è stato inizialmente il carisma di un parroco troppo presto scomparso dietro mille cose da fare, da dire, da prevedere, più virtuale che reale e se soprattutto senti continuamente la tua fede traballare e ti chiedi fin troppo spesso: chi me lo fa fare? Ma senti un affetto davvero speciale per i tuoi fratelli e molto spesso è proprio quel luogo a farti da rifugio, a farti stare meglio, e pensi dentro di te: ma si, il bello è proprio tutto questo! Allora non ci sono dubbi: sei della settima.
Martedì 20 novembre 2007
Il tramonto delle ideologie - Nascere e crescere in un periodo in cui l'ideologia faceva parte della identità stessa delle persone, ed in cui non era possibile pensare a qualcuno separandolo dalla sua idea, incasellandolo quasi dentro essa, mi ha reso certamente più sensibile a questo, spero reversibile, declino di ideologie ed ideali che stiamo vivendo. E' con profonda tristezza che mi guardo attorno, e vedo sempre più, soprattutto nelle nuove generazioni la assenza quasi completa di spirito critico, di una opinione personale, di un epicentro di valutazione interno dettato da un'idea. Il rischio di questo tracollo è quello di fare moralismo o paternalismo imputabile alla non più giovane età. Non ci voglio pensare e spero non sia così. Mi sento abbastanza tranquillo quando affermo che le nuove generazioni intrise di "grandi fratelli" e "Jovannottismo", cresciute all'ombra sempre crescente di politici apolitici senza alcuna cultura e nessuna voglia di farsene una, con il cervello schakerato ogni sabato in discoteca, che combattono unicamente per una scarpa firmata o il giubettino strafico, ben poco lontano ci porteranno. Il nulla avanzerà sempre più spedito, divorando il pianeta Fantasia, direi, parafrasando il famoso film "La storia infinita".
Molto si può fare per evitare l'estinzione completa della ragione. Innanzitutto non delegando l'educazione dei nostri figli alla TV. Questo il potere vigente vuole, questo dobbiamo evitare. Poi aprendo nuovamente i libri, e spegnendo per sempre i giochi che fanno beep beep, programmati per alimentare false personalità e falsi ideali. E poi intervenendo attivamente nella educazione al sapere dei nostri figli, compensando quando possibile i vuoti scolastici dovuti a riforme della scuola senza ne capo ne coda, basati su una educazione spartana, dove ogni cosa si può solo imparare a memoria, senza critica, senza discutere, dando conseguentemente in pasto i giovani a ideali basati sul "velinismo" ed una enfatizzazione dei valori estetici a scapito di... tutto il resto!
Lunedì 19 novembre 2007
Nuove dal mondo - In Bangladesh qualcuno dice che i morti sono intorno ai diecimila; un ciclone ha spazzato insieme alle case, e alle poche cose di tanta povera gente, anche le speranze o forse l'illusione che qualcosa potesse ancora cambiare. Tuttavia i media danno oggi molta rilevanza alla vittoria dell'Italia di calcio sulla Scozia, e, udite udite all'annuncio di Silvio Berlusconi, il signore dei tranelli, dell'imminente scioglimento di forza Italia e alla formazione del partito del popolo. Quale popolo mi chiedo!?
Così mentre 10.000 persone tra cui molti bambini, non sapranno dove dormire nei prossimi mesi/anni, qualcuno dorme sonni tranquilli, cullato dal pensiero di potersi gustare gli europei di calcio con una Italia battagliera e cinica, e soprattutto con la sicurezza che il popolo italiano presto avrà un nuovo partito ed un nuovo presidente del consiglio che penserà esclusivamente al bene del paese.
Lunedì 8 novembre 2007
Eccomi nuovamente qua... - ...con questa nuova versione del sito, volutamente meno tecnologica, più veloce, per niente arricchita di contenuti, almeno per ora. Solo ridisegnata, snellita, ottimizzata. Come nuovo sono io, che riemergo dalle ceneri di un incendio durato una vita intera. E tutto è diverso, nuovo, semplice e... più bello. E' cambiato più di qualcosa. Anch'io come queste pagine, mi sento ridisegnato, certamente alleggerito. Avrò modo di raccontare cosa è successo, per adesso, ciò che è visibile è ciò che si vede.
Nel frattempo qualcuno ha inventato la parola blog. Pensieri e parole esiste dal 1999 ed urla al mondo la sua identità di non blog! Nulla di più e nulla di meno, ma questa rubrica rimane senza una etichetta se non quella con la quale è nata: pensieri che diventano parole. Sono sicuro che molti hanno tratto ispirazione da questa paginetta per "inventare" il proprio blog, e lo dico senza alcuna presunzione, ma chi ha letto e legge tra queste righe, da tanti anni, anche se di tanto in tanto, può testimoniare che all'inizio eravamo in pochi a fare tutto questo...
Bando alle ciancie, si riparte sul serio!
Sabato 14 aprile 2007
Il Santuario nel vento - C'è un luogo tra le colline, sul cammino di San Francesco, dove soffia d'inverno un vento gelido e profumato. Le foglie al suo passare diventano alcune gialle altre rosso porpora, per poi diventare tutte marrone e croccanti. Verso la metà di una collina si erge un piccolo santuario dove vivono quattro o cinque fraticelli. Nei cunicoli ricavati nella roccia, si trovano antichissime celle utilizzate dai primi francescani ed una grande pietra in fondo in fondo, dove riposava, manco a dirlo, il poverello di Assisi che, proprio qui, realizzò tra l'altro il primo presepe.
Qui, in questo luogo solitario e di riflessione profonda, dove il vento gelido ti fa piegare su te stesso, oggi si compie qualcosa che era scritto in qualche parte molto nascosta del mio destino. Non molto tempo addietro infatti riconobbi in una donna seduta davanti a me in una chiesa, la mia anima affine, e promisi a me stesso e a chi mi sedeva accanto che sarebbe diventata prima o poi mia moglie. Non fu facile ma andò proprio così.
C'è un luogo tra queste colline dove il silenzio viene interrotto solo dal vento che fischia attraverso le finestre in noce di un piccolo Santuario. Oggi e da oggi il silenzio nel mio cuore si interrompe per sempre.
Lunedì 2 gennaio 2006
La tua storia - Passa il tempo, scorre fuori e dentro di noi, smussando
e levigando i ricordi, i profumi, le sensazioni, rendendo tutto meno spigoloso, più
tondo, meno aspro. Come il fiume fa con il suo letto, così scorrendo tra i
rigagnoli della nostra mente, il tempo addolcisce i rimorsi, i rimpianti, le
sofferenze, inibendo le sensazioni più aspre.
Passa il tempo, inesorabile, non fai in tempo a percepirlo che è già lontano
come un treno che passa sotto i tuoi occhi e che non fai in tempo a pensare che
proprio lui aspettavi... e allunghi la mano... ma è già scomparso all'orizzonte.
E tu rimani là a guardare e a chiederti perché non sei saltato su.
Passa il tempo, e sembra tutto un sogno, ti addormenti bambino e ti svegli da
vecchio. Accarezzi le tue rughe, ti avvicini allo specchio e leggi sul tuo viso
la tua storia.
Sabato 18 settembre 2004
Mostri - Apri il cassetto e sono là dentro. Apri l’armadio e ti
saltano addosso, e ci devi lottare, rotolare per terra, soffrire a volte fino a
morire pur di togliere i loro tentacoli dal tuo corpo le loro manacce dal tuo
cuore, dalla tua anima.
E dietro l’angolo, dietro la porta, quando allunghi la mano nel buio per cercare
l’interruttore e non lo trovi, sono sempre là, pronti ad afferrarti di nuovo e a
combattere fino alla morte, pur di impossessarsi di te, di non lasciarti più.
A volte si nascondono negli occhi di altre persone, altre volte negli oggetti o
negli odori, nei colori. Altre volte sono sfacciatamente presenti in alcune
canzoni.
Sono loro, i brutti pensieri, i vecchi ricordi del passato, rimorsi, rimpianti,
sensi di colpa, che sopiscono cullandosi nel nostro passato e si risvegliano
improvvisamente senza una ragione evidente, per divorare ancora un pezzettino di
noi, fino a lasciare solo brandelli.
Sabato 31 luglio 2004
Lupo o coniglio? - La morte di Liboni pone fine alla caccia al lupo, ma
apre anche il sipario su uno scenario quanto mai deprimente.
Mi riferisco alla serie interminabile di deliranti messaggi di solidarietà e
ammirazione, di folli sovrapposizioni a personaggi storici di ben diversa
levatura ideologica e culturale.
La mancanza di modelli di identificazione positiva, in questi casi va ad
evidenziare in maniera macroscopica il vuoto interiore e la pochezza culturale
di una grande fetta della odierna gioventù: inneggiare alla rivolta contro il
sistema portando avanti paladini come come Luciano Liboni o Carlo Giuliani non
fa altro che provocare il classico effetto della “zappa sui piedi” su una
sinistra già malconcia “di per suo”. Sovrapporre l’immagine di Liboni a quella
di Che Guevara significa mettere completamente da parte il fatto che il Lupo ha
ucciso vilmente un giovane carabiniere, senza affrontarlo a viso aperto, come
solo un vigliacco può fare, dimenticando che il Comandante ha dato la sua vita
per combattere per la libertà di un paese e di un popolo che oltretutto non
erano suoi.
Voglio aggiungere per concludere che il parallelo con il lupo va a rimarcare
ancora una volta la mancanza di una specifica cultura in merito. Il lupo uccide
unicamente perché ha fame mentre, accanto al corpo di Liboni, è stata ritrovata
una borsa con all’interno 35.000 euro. Prosit
Martedì 29 giugno 2004
Grazie! - E’ una grande emozione vedere come ogni giorno cresce il numero delle persone che contattano queste pagine, una sorpresa, uno straordinario miracolo al quale non mi abituo mai. Duecentomila contatti mensili o giù di lì, duecentomila pezzetti di queste pagine, che ogni mese volano nello spazio e nel tempo raggiungendo l’anima di gente in ogni parte del nostro pianeta, duecentomila piccoli semi che trasportati dai bit e byte si depositano leggeri infondo al cuore di qualcuno, e quasi sempre muoiono, ma qualche volta germogliano, fioriscono, facendo si che nascano nuove opportunità nuove speranze o illusioni: che qualcosa possa essere cambiato ancora con una parola, un’emozione… ed il sentimento in essi e tra essi sotteso. Vi devo tantissimo ragazzi, forse la mia stessa vita, che è in gran parte espressa in queste pagine, tra immagini, parole, pensieri e musichette, che fa capolino dietro la punta del vostro mouse, mentre clicchettate qua e là. Vi saluto tutti con un caloroso abbraccio, astronauti, scrittori, informatici, animalisti, panettieri, commesse, mendicanti, operai, che in questi anni avete riempito di emozioni la mia casella email, ed i miei occhi di luce, vi stringo forte a me, con la speranza di restituirvi parte della forza che mi avete donato, per arrivare fino qui.
Sabato
1
novembre 2003
Pensando a Leonardo -
C’è un giardino alle porte di Roma, a due passi dal
mare, dove il sole fa capolino tra alti cipressi.
Piccoli sassolini bianchi e
variopinte aiuole fiorite osservano silenziose le insolite creature che si
muovono in quell’angolo di pace così irreale.
Sono bambini di età compresa tra un solo giorno e i dieci anni, tutti lì, tutti
insieme, in un’area separata dai “grandi”, alcuni hanno con se giocattoli
variopinti, altri sciarpe, pupazzi, trombette.
Ti sbirciano da dietro le siepi, li senti correre dietro di te, quasi volando,
ti sfiorano, ti accarezzano, sono lì, li potresti quasi toccare, puoi udire nel
silenzio i loro sorrisi e i loro piagnucolii.
Quando pensi di andar via sembra di
sentire le loro vocine sommesse, i loro pianti dirotti e ti senti tirare indietro
come se piccole manine ti trattenessero lì e mentre malgrado tutto ti
allontani senti che la tua anima rimane là, accanto a loro, anime innocenti,
che il destino ha strappato via alla vita così presto da non aver dato loro modo
di conoscere altro sentimento se non la disperazione di chi quel giardino lo
irriga con le proprie lacrime.
Venerdì 26 settembre 2003
Cani, museruole, e
venditori di fumo -
Appena letto il testo della nuova ordinanza governativa
relativa all'obbligo di guinzaglio e museruola per i nostri migliori amici(!) mi
sono immediatamente chiesto che cosa ci si volesse vendere questa volta e chi si
sarebbe arricchito con questo nuovo "giro di vite" dei nostri attuali
governanti.
Presto detto: società assicurative e relativi proprietari.
Mi si convinca infatti che:
- i Pitbul, cani indubbiamente non pacifi, abbiano
deciso di mordere tutti insieme negli ultimi due mesi! Si sono forse messi
d'accordo via email?
- il cavaliere errante nostro presidente del consiglio non ci guadagna nulla da
questa storia (la Medilanum non è certo mia)
E allora, e allora, e allora, come dicono a Napoli: ma tu.... proprio a me vo'
fa' fess?
Martedì 29 aprile 2003
A nord del nord -
Ricordo che quando, a bordo della mia Fiat Uno arrivavo
In Danimarca, pensavo sempre di essere arrivato, non era così ero a metà
viaggio, dovevo percorrere almeno altri 1500 km per arrivare Obbola By un
piccolo paesino non distante dalla più importante
Umeå, centro senz'altro
commercialmente più importante (e soprattutto individuabile sulle cartine).
Parlo della Svezia, del profondo nord, di paesaggi naturali che non si possono
neanche immaginare, di un popolo che senza alcuna ragione noi definiamo freddo!
Ricordo invece gente molto simile ai nostri più calorosi abitanti del sud.
Ospitali, riservati si, ma sempre disponibili alla abnegazione pur di dare una
mano.
Ricordo casine di legno di colore rosso, a pochi metri da spiagge deserte di
mare dolce e pescoso.
Ricordo abeti secolari con le radici immerse in parte nel bosco e in parte nel
mare.
Ricordo foreste vergini, e renne grandi come mai avrei immaginato, mirtilli e
funghi da farne indigestione.
Ricordi di molti anni fa. Mi dicono non
sia cambiato molto, e mi piace pensare sia vero.
E attraverso l'oceano virtuale invio un mio dolce pensiero con immensa
nostalgia, ad un paese che rimarrà per sempre nella mia memoria.
Mercoledì 23 aprile 2003
Incontri -
Incontri di persone qualsiasi, intersecarsi di
esistenze contorte come tronchi di piante rampicanti protese verso il cielo alla
ricerca della luce.
Avvinghiandosi sui muri, cadendo talvolta giù per poi risalire, ci si incontra,
si attecchisce l'uno dentro l'altra, fino a formare una sola anima, un solo
corpo, per ricominciare la salita verso il sole.
Così come prima due piante salivano verso l'alto, adesso ne sale una sola:
radici diverse, ma una sola direzione, un solo punto di arrivo.
Ti incontro, ti ascolto, ti sento, e dentro di me qualcosa si mette in moto mio
malgrado, sono immerso nel difficile compito di sopravvivere, e sebbene non
potrei permettermi di farlo, mi fermo a pensare, mi fermo a pensarti.
Forse domani ci sorprenderà a uniti in un'unica vita, o forse in terra, a dover ricominciare da soli la salita, ma è bello in questo momento sognare insieme il cielo azzurro.
Mercoledì 23 aprile 2003
Verità nascoste -
Altra scommessa vinta! Gli ameriCani non hanno
catturato Saddam, come non catturarono Bin Laden, coincidenza? Mia
chiaroveggenza? No, semplicemente accordi, banalissime spartizioni di
potere e denaro, a noi oscure, macchinazioni neanche troppo velate.
Non è pensabile che con i satelliti e le tecnologie moderne, in grado di
identificare in tempo reale i movimenti di un insetto a migliaia di chilometri
di distanza, feroci sterminatori, sufficientemente voluminosi, sfuggano a
sedicenti agguerriti setacci, della portata di quelli in Iraq. Qualcosa non
torna.
Il virus killer della polmonite anomala, inizia a colpire, guarda caso, in
coincidenza dell'inizio dell'ultima campagna sul suolo Iracheno.... "ma mi
faccia il piacere" diceva in caro compianto grande Totò, impossibile non
associare il dilagare delle vittime ad una folle rivalsa di qualche etnia.
La verità, in questi casi, è nelle cose non dette, nei dettagli. Nessuno ci dirà
mai la verità, dobbiamo essere noi a fare due più due.
Il risultato è alla portata di tutti.
Venerdì 11 aprile 2003
L'ombra lunga di Bush - Il mondo
festeggia la fine di questa seconda (inutile) guerra in Iraq. O meglio, di
questa campagna pre-elettorale di Bush che aveva due obiettivi secchi: uno politico e l'altro
economico; entrambi centrati!
Il primo era lo sfascio dell'ONU. Con questa guerra si è ampiamente
dimostrato che i veti dell'ONU non contano veramente nulla, con il risultato che
d'ora in poi qualsiasi decisione folle o ragionevole che sia e quindi,
bombardamenti e invasioni, lanci di fiori o di bombe atomiche, saranno ad unica
discrezione dei singoli paesi, senza dover passare per una commissione
internazionale.
Il secondo era legato evidentemente ad interessi petroliferi, secondo una
logica tipicamente da gioco da tavolo quale ad esempio RISIKO, ossia: avendo il
Nord America già conquistato il Sud America (con tutte le sue risorse
petrolifere), è ora di espandere i territori conquistati anche all'Africa.
Tristemente questo gioco finirà solo con la conquista incondizionata del mondo
intero (questa è la carta obiettivo).
Il mio pensiero va all'inutile sacrificio di migliaia di persone Americane ed
Irachene, che hanno perso la loro vita senza un vero motivo. Oggi come ieri,
come dall'inizio della guerra, per me è lutto, lutto nel cuore, tristezza
nell'anima, consapevolezza nella mia mente che, l'ombra lunga di Bush si
estenderà dall'Afganistan, all'Iraq, via via ovunque nel mondo, oscurando così
quella sempre più flebile fiammella chiamata libertà.
Sabato 18 gennaio 2003
Arrivederci -
Ostia dice addio a te, Angelo vestito da pompiere, che
due giorni fa, hai portato a termine la tua missione terrena, e, puntuale con il
tuo destino hai prima strappato alla morte un uomo, per poi tornare là alla
finestra in attesa di un “nuovo mandato”.
Le acque torbide e violente di un fiume in piena hanno portato via le tue vesti
terrene, ma sulle sponde ti ho visto camminare con tutta la dignità che solo
pochi in questo mondo possono indossare, avrei voluto correrti incontro ma eri
già troppo lontano, ho cercato le tue orme in terra e non c’erano. Mi sono
fermato, mi sono seduto su un masso, a due passi dall’acqua, ne ho ascoltato il
frusciare impetuoso, che pian piano è diventato un canto, poi un coro, come un
solenne... arrivederci!
Giovedì 16 gennaio 2003
Notte in punta di piedi - Ancora una volta la notte mi scopre mentre un punta di piedi spero di passarle per una volta inosservato. Là ai piedi di un grande ippocastano, una lapide bianca, sul bordo della strada, con incisi due nomi, ed una foto di due bei giovani sposi con un sorriso che non può lasciare indifferenti. Due sorrisi felici, ai piedi di un grande albero, su un travertino bianco. Sospiro nel silenzio e la notte, adesso mia amica, mi abbraccia col suo manto nero, cercando di nascondere una lacrima, che mi scorre sul viso. Una gatta con la pancia piena di cuccioli mi attraversa la strada, e quel negretto tutto imbacuccato al selfservice mi sorride. Penso tra me che ogni mio incontro stasera lascerà comunque qualcosa di se, cuccioli, sorrisi o lacrime, a questa notte e le domando sottovoce se alle luci dell’alba qualcuno potrà dire altrettanto di me. Non odo risposta ma capisco.
Domenica 12 gennaio 2003
Corsi e ricorsi della
storia -
Una cosa è innegabile: da quando sono al mondo,
chiunque si è seduto sulla poltrona del governo, si è accomodato le proprie cose
personali come meglio ha potuto, quindi la mia critica, non è rivolta a questa
operazione, che a quanto pare risulta naturale nella mente di chi governa.
Sistemare leggi, decreti, stipendi, pensioni, guardando soprattutto alle
"categorie amiche", e comunque facendo più "attenzione" a questo piuttosto che a
quello, insomma coltivare il proprio orticello, è cosa ormai tristemente
accettata, anche se dovrebbe essere osservata e stroncata... ma da chi?
Il punto è un altro.
Da quando sono al mondo vedo compiere questa operazione con discrezione,
velatamente, vedendo e nascondendo, col l'abilità propria del prestigiatore, il
tutto camuffato con parole, discorsi, ammissioni, contentini e gadget; ma, negli
ultimi anni purtroppo questo... chiamiamolo "tatto", ha lasciato il posto alla
sfrontatezza, strafottenza, tracotanza tipica di un periodo storico della nostra
Italia, che fortunatamente non ho vissuto in prima persona, ma che ho letto sui
libri di storia.
Il periodo dei manganelli e dell'olio di ricino, delle camice nere, e degli
editti al balcone di piazza Venezia.
Allora una persona decise, nella sua follia, il bene ed il male di un'intera
nazione, e sappiamo tutti come andò a finire, con l'Italia trascinata in stupide
ed inutili guerre, e alla fame, e lui penzolante su una pubblica piazza.
Martedì 5 novembre 2002
Pinocchio -
No, non mi aspettavo un film anti-berlusconiano (perché
mai???), anzi vorrei conoscere, qualcuno che pensava questo! Il colpo di genio,
quello si! Dopo "La vita è bella", era inevitabile un flop, diciamo
pure che era più che
prevedibile; capolavori come il premiatissimo film Oscar del nostro Robertone
nazionale, capitano poche volte nella carriera di un artista.
Il Pinocchio di Benigni mi è sembrato invece molto vicino nell'atmosfera
onirica, creata anche da una sapiente colonna sonora , ad film di matrice
felliniana.
Sono in verità combattuto, Amo Benigni, ma Amo anche Pinocchio.
Il film di Benigni è un po' troppo liberamente interpretato, e poco evoca la
favola di Collodi, dei miei ricordi di infanzia. Non una battuta divertente,
come dall'artista toscano ci si attende, ma neanche un'emozione, salvo i primi e
gli ultimi 5 minuti, che per altro con Pinocchio non hanno nulla a che vedere,
ma che almeno contengono una pregevole carica emotiva. Sarà per la prossima
volta!
Lunedì 4 novembre 2002
Esausto dell'Olocausto -
Ho visto un bellissimo film: "Il pianista".
Ambientato nella Polonia invasa dai nazisti, durante la seconda guerra
mondiale, narra di un pianista ebreo che cerca di scampare alle deliranti e assurde
atrocità dei tedeschi.
Uscendo ho letto sui visi della gente soddisfazione, i commenti mi sono sembrati unanimamente.
Una sola riflessione: permettetemi di dire che sono assolutamente stufo di vedere film senza trama
o con una trama scontata e prevedibile, e film che sono solo motivo di una
orrenda gara riservata ai registi finalizzata a realizzare il più realisticamente
possibile le atrocità dei nazisti nei confronti degli ebrei.
Il finale è sempre lo stesso, un ebreo o un gruppo di ebrei scampa lo sterminio.
Ricordo di aver visto almeno una decina di film con questa trama, non ultimi "la
vita è bella" di Benigni e "Schindler list", opere d'arte indiscutibili, ma
anche vetrine di atrocità, e prevedibili nell'epilogo dopo averne viste le prime
sequenze.
Ripeto ancora: bei film. Ma il colpo di genio sta secondo me nell'aggiungere qualcosa
di nuovo che muova un pochino la mente dello spettatore, altrimenti passivo
ricettore sempre del medesimo show.
Sono assolutamente vicino e solidale alle vittime dell'olocausto, spero sia
chiaro, la mia critica è rivolta all'inutile corsa verso un iperrealismo che
serve solo a riempire i... vuoti!
Domenica 3 novembre 2002
Banda bassotti -
Ogni volta che sciaguratamente allungo i miei occhi
verso un televisore acceso, scorgo sempre le stesse facce, quelle che ricordo da
bambino, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Mike Buongiorno e compagnia.
Dicono ancora le stesse cose di allora, si muovono allo stesso modo, le
intonazioni e le battute sono sempre quelle.
Il mio disappunto è verso tutti coloro che non si sono accorti che nel frattempo
sono passati 30 anni, e che c'è bisogno di nuovo anche in TV. Altrimenti meglio
spegnere tutto (meglio molto meglio) ed uscire a farse una passeggiata.
Sabato 2 novembre 2002
Terremoto e "magna magna" -
Bombe lanciate a migliaia di chilometri colpiscono
bersagli grandi come una testa di spillo, microprocessori e microcip sempre più
miniaturizzati, sono in grado di compiere milioni di operazioni al secondo. La
tecnologia galoppa alla velocità della luce. Internet presto sarà inserito
direttamente dentro i nostri cervelli, trai circuiti sinaptici del cervelletto,
per rendere più immediata l'informazione e con essa tutta la pubblicità
retrostante.
Tuttavia non siamo ancora in grado di prevedere l'avvento di un terremoto, e
seppure altri paesi ne fossero in grado, beh, l'investimento non vale la
candela.
Anzi, da oggi è iniziato ufficialmente quello che Benigni chiama "il magna
magna" (J. Stecchino) della ricostruzione e degli aiuti umanitari post-sisma.
Venticinque corpicini di bambini molisani straziati ringraziano.
Martedì 15 ottobre 2002
Camminando nel passato remoto -
"Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi... poi ti
volti a guardare e non li trovi più...": così recitano le parole di Buffalo Bill,
una canzone di Francesco De Gregori.
Ieri sera, improvvisamente, e non vi sto a spiegare come mi sia stato possibile,
mi sono ritrovato, al buio, alle 21,30 circa, solo, all'interno dell'aula che mi
ospitò per un anno in prima elementare. Odori, colori e ricordi erano così
uguali e così intensi da farmi rivivere sensazioni ed emozioni ormai tramontate
dietro le colline della mia mente. Il maestro Giordano spauracchio della mia
infanzia, ma anche i visi dei miei compagni si scuola Sbriziolo, Accornero,
Perozzi, Giovagnorio, Armellini, Inolti, e tutti gli altri.
Là seduto in quel secondo banco della fila vicina alla porta, su una sediolina
alta da terra 30 cm, guardavo la cattedra, la lavagna, respirando ogni emozione,
mi sono chiesto cosa fosse successo nel frattempo nel mondo, e, asciugando una
piccola lacrima sul mio viso, ed uscendo dal silenzio assordante di quella
stanza, ho evitato di rispondermi, e, mano nella mano con quel bambino
morettino con gli occhi neri come il carbone, senza fretta, passeggiando, sono
tornato a casa.
Sabato 18 maggio 2002
Il sonno dei giusti -
Chiudo gli occhi e li riapro, e nel frattempo è passato
un anno, gli aerei di Bin Laden, la "guerra" in Afganistan, e tanti tristi
storie fanno da sfondo a tanti fantasmi che si aggirano soli, e poco
consapevoli. Ci si incontra, ci si saluta, e non si ascolta neanche la risposta,
e mestamente o più spesso a grandi passi si riprende la corsa verso mete tanto
lontane quanto inutili, frivole, palesemente indotte.
Il mondo continua la sua rincorsa verso una sempre più inevitabile Apocalisse,
illudendoci, AmeriCani in testa, che il domani sarà migliore, mostrando i
muscoli a popolazioni indifese e affamate, in nome della giustizia e della
sicurezza. Ed il mondo, ormai senza memoria poichè senza ideali, si illude che
la soluzione a tutti i mali sarà la cattura di Bin Laden.
Apro gli occhi, ed è trascorso un anno, mi stiracchio, e ancora un po' stordito
da questo laconico risveglio, penso tristemente che se qualcosa è
cambiato, non è certamente qui, in questa dimensione. Mi accorgo di avere ancora
sonno, chiudo gli occhi, mi riaddormento.
Lunedì 2 luglio 2001
L'ombra del male - Distrattamente affondo la mia mano nel cestino della frutta, al centro della tavola, due pesche, qualche albicocca e un mucchietto di ciliegie: domani devo assolutamente fare un po' di spesa, penso tra me. La mia attenzione viene richiamata da una ciliegina molliccia, in evidente stato di ammuffimento, la mia pigrizia mi impedisce di prendere quell'unico frutto malaticcio e gettarlo via, ed anzi, muove la mia mano altrove, a pescare più in la dove il rosso è più vivo ed invitante. L'indomani la sorpresa: accanto alla ciliegina malaticcia, se ne sono ammalate molte altre, la muffetta si è trasmessa rapidamente. Stupidamente penso tra me - ma come la maggioranza non ha prevalso? Perché la malaticcia non è diventata buona come le altre, e, anzi tutto il contrario? - Ed il mio pensiero viene rapito dalle mille situazioni di vita quotidiana e (purtroppo) ampiamente vissuta in cui il piccolo omino nero in un contesto di rose, fiori, fatine e principi azzurri, finisce per trasformare in poco tempo il magico castello incantato in un letamaio. Mai il contrario! Vorrei fermare la mia mente vorrei non pensare a quante volte in contesti di lavoro, ma anche sportivi, o nelle piccole comitive degli amici più cari, succede la stessa cosa. Ciliegina, ciliegina muffettosa, ti avessi gettata via ieri!
Sabato 9 giugno 2001
Grazie Francesco - Sembrava una serata come tante, di quei venerdì estivi in cui si esce per andare a casa di amici, che magari ti ospitano nella loro bella villa con giardino, a mangiare una fetta di cocomero o bere qualcosa. Quando però scendo dalla mia auto con la classica bottiglia di vino tra le mani da consegnare al padrone o alla padrona di casa, capisco subito che qualcosa di diverso filtra dai muri di quella che più che una villa sembra la residenza estiva della regina d'Inghilterra. Musica a tutto volume di buona qualità, e gente di ogni estrazione sociale, bivacca, compostamente però, nel parco con alberi dal fusto alto, di questa villa da rivista di arredamento; seduti gli uni accanto agli altri, uomini di cultura spettacolo, e chissà quanti altri che non conosco, in tenuta tassativamente informale, gironzolano, gozzovigliano o bivaccano appunto, in questo piccolo concerto improvvisato. Poi d'improvviso nella penombra scorgo lui, il mio idolo di tutti i tempi, l'uomo che con le sue canzoni ha creato la colonna sonora della mia vita, colui a cui devo i ricordi migliori di una giovinezza sempre più lontana, è Francesco De Gregori. Cappello (un Borsalino) bianco, camicia a fantasia sui toni dell'azzurro e pantaloni bianchi, barbaccia incolta ancora rossiccia (ma con molte puntate al bianco) sguardo vispo da bambino. La mia mente vola ai tempi delle sue prime canzoni al folk studio: signora aquilone, la casa di Ilde, suonano ancora nelle mie orecchie come allora più di 25 anni fa! Mi faccio coraggio, mi avvicino a quell'omone, in quella penombra, entro con emozione nel suo campo visivo, gli stringo tutte e due le mani, e non riesco a dire niente di meglio che: grazie Francesco, grazie per le tue canzoni.
Domenica 1 maggio 2001
Sotto questo cielo. - In un luogo tutt'altro che segreto, in una città più che anonima, sotto un cielo che ci ha abituati a vivere si soprusi, di violenze, razzismo e scortesie, vive vendendo fiori un uomo dai modi e dagli occhi che non è di questa città, di quel luogo, di questo tempo. Sotto questo cielo, nel quale viviamo anche noi. Quasi ogni giorno per me è un piacere andarlo a visitare, con la scusa di acquistare un mazzo di fiori, ma il vero motivo è di osservarne la cura e l'Amore profondo e unico che questo ragazzo egiziano infonde nei sui gesti, la gentilezza delle sue movenze, il modo con il quale divide ogni giorno e per ciascuno quel mazzo di fiori, un fiore dopo l'altro, per poi riunirli con una cura quasi ossessiva; è un piacere osservare i suoi occhi quando ogni volta, dico ogni volta, mi chiede il colore del fiocco, e la estrema perizia con la quale apre ogni suo ricciolo come fosse un petalo di un papavero delicato, fino a farlo sembrare una rosa. E, dulcis in fundo, quel gesto che ogni volta mi commuove profondamente (vero motivo del mio essere là): ti porge quel mazzo come fosse un pezzetto di lui, un suo figlio, qualcosa da cui si separa a dispiacere, ma che ti consegna con orgoglio e una ferma raccomandazione sottesa: abbine cura!
Giovedì 26 aprile 2001
Dedicato a
tutti quelli che... - Versione educata: signore, hei signore dico a lei! Potrebbe tenere il suo cane al guinzaglio, ho paura?! Versione
così così: ma possibile che non si può camminare più in pace sul marciapiede? Metta la
museruola ed il guinzaglio a quella bestiaccia! Versione maleducata ed aggressiva: ve la
risparmio, ma è la più comune. Allora signori, l'argomento lo avete già indovinato!
Mi ritengo una persona educata e paziente, ma la pazienza viene messa a dura prova da
tutti coloro che ogni giorno mi riempiono di invettive e che se potessero prenderebbero a
calci il mio cucciolotto. Ok, tutto il rispetto per chi "tiene paura" ma in un
mondo pieno di Omar ed Erica che accoltellano senza pietà fratellino e mamma, in un mondo
in cui un certo Aldolf incenerisce milioni di esseri umani in campi di concentramento, in
un mondo in cui gli AmeniCani lanciano bombe atomiche sui civili disintegrando in pochi
attimi milioni di vite senza colpa, io dovrei temere (e temo) molto di più un essere
umano qualsiasi che il più rissoso dei cani randagi. Intesi?
Sabato 14 aprile 2001
Chi ha paura
del lupo cattivo? -
Ognuno di noi ha diritto alle sue paure, alle sue angosce (assia le paure senza oggetto),
ma c'è un limite che non si può superare mai: il travolgere, il ferire, o nel caso che
vi sto per raccontare, l'uccidere, a causa delle proprie paure.
Ero a spasso con il mio cucciolotto, era notte fonda, alzo gli occhi, e la dove ogni sera
vedevo su quel cornicione al piano terra tre cagnolini pieni di vita (dei beagle,
ispiratori di Schultz, nella creazione del mitico Snoopy) scorgo un inquietante lenzuolo
bianco con affrescata una scritta a caratteri neri cubitali: ASSASSINO.
Mi sento spaventato, ed una profonda inquietudine pervade la mia anima. "Cos'è
successo?" mi chiedo. La prima sensazione (come spesso mi capita) è quella giusta,
anche se nella mia testa genero molte altre supposizioni: hanno avvelenato i cagnolini! La
classica polpetta avvelenata ha colpito ancora.
La conferma viene solo il giorno dopo, quando scorgo una signora vicino al lenzuolo, con
una espressione veramente triste; le chiedo spiegazioni, e lei mi racconta di non aver
avuto neanche il tempo di portare gli sventurati al veterinario, in poco più di trenta
minuti, quei simpaticissimi esserini pieni di vita, erano tre pelose carcasse fredde e
senza vita. "Avevo festeggiato il compleanno di uno dei tre, con una torta e le
candeline, la scorsa settimana", mi dice la signora, facendomi capire quanto
contassero per lei quelle bestiole, ed uno lo avevo tatuato da poco (per chi non se ne
intendesse il tatuaggio è obbligatorio per il censimento dei cani e si fa quando il cane
è cucciolo).
Ora mi rivolgo a tutti coloro che asseriscono di temere i cani per la paura di essere morzi. Signori miei, un certo Adolf Hitler ha carbonizzato milioni di ebrei, gli ameriCANI hanno lanciato bombe atomiche disintegrando in pochi istanti la vita di migliaia di persone, Erica e Omar hanno ucciso a coltellate la mamma ed il fratellino, ci sono serial killer in giro che hanno trucidato con gusto molti poveri innocenti. E allora? Non abbiamo molti più motivi per temere gli esseri umani?
Domenica 11 febbraio 2001
Egidio - "Enrico, se tu ci fossi ancora, mi basterebbe un sorriso ed un abbraccio di un ora ". Sono la parole di una canzone di Antonello Venditti, che ben interpretano un mio ricordo, il ricordo di Egidio, caro ragazzo di Piombino, che una "mattina presto" di una decina di anni fa, entrò in una nuvola bianca scesa per lui sulla via Aurelia per portarlo via da noi, lassù, dove i nostri occhi non arrivano a vedere. Lo schianto terribile contro il camion, venuto appositamente e puntualmente all'appuntamento con lui quella mattina, portò via i sui trentatré anni, il suo entusiasmo di vivere, la sua voglia di Amare e di Amore. Quella mattina presto persi l'occasione di abbracciarlo per l'ultima volta udendolo uscire di casa mia di soppiatto, aveva dormito là vicino a me la sua ultima notte, lo avessi fatto, avessi vinto quel momento di pigrizia, forse oggi Egidio farebbe ancora parte di noi, di questo mondo, o forse no, lassù in cielo dove quella nuvola bianca l'ha portato, c'è un posto dove l'Amore può essere dato e ricevuto con l'entusiasmo di quegli occhi che non potrò dimenticare mai. Un abbraccio Egidio.
Sabato 10 febbraio 2001
Cosa sarà ? - Ogni eccesso nasconde in se qualcosa di sospetto, qualcosa che la mia ragione stenta a digerire e che mi ritorna su con una forte sensazione di nausea. Mi è capitato nelle situazioni più disparate, e mi capita sempre di più oggi ogni volta sento parlare della cosiddetta sindrome della "mucca pazza" della quale avrei molto volentieri fatto a meno di parlare in queste pagine, non foss'altro per il fatto che se ne discute ormai ovunque, e qui in queste pagine mi piace fare a meno di riproporre temi così scontati e tartassanti. Ma la mia prospettiva va oltre o forse precede il fatto di per se, ed il mio sospetto è che dietro tutta questa gran cagnara ci sia uno sporchissimo gioco di interessi. Non mi si dica che le perdite per i poveri allevatori è calcolata in centinaia di miliardi, perché a tali perdite, in diretta proporzione, altri hanno avuto impennate di introiti che non sono calcolabili. Ho la sensazione che tutto ciò sia servito solo a muovere capitali ed interessi in una certa direzione, ma, a noi poveri mortali non è dato di sapere. "Cosa sarà " cantavano Dalla e De Gregori moltissimi anni fa rileggiamoci il testo di quella canzone, un pezzetto di verità è nascosto la dentro.
Venerdì 9 febbraio 2001
Presagi a Venezia - Può accadere che passeggiando per le
calle di Venezia, una sensuale Venezia incantata, in un grigio giorno d'inverno, ad un
certo punto ci si avvicini ad un canale e spensieratamente si pensi di poter cadere in
acqua, e fatalmente che ciò un istante dopo accada veramente, e che nel momento in cui ci
si trovi a cercare con i piedi il fondo e non trovandolo si consapevolizzi il fatto di
essere realmente caduti in mare, in un mare oltretutto freddo e sporco. Può anche
accadere che una volta usciti dall'acqua, ed una volta attraversata Venezia, una Venezia
fredda e noncurante, si decida, dopo essersi cambiati, di mangiare un boccone ad un Mac
Donald's, e che fatalmente gli abiti nuovi vengano irrorati da uno schizzo di un sacchetto
di ketchup schiacciato fatalmente da un passante. Può accadere, a me è accaduto qualche
settimana fa, e questo non ha cancellato il mio sorriso, anzi, lo ha reso più brillante,
consapevole come sono del fatto che nulla accade per caso, e che la conferma di essere
sulla buona strada viene proprio dagli ostacoli più alti posti lungo di essa.
Aneddoto correlato a questo
pensiero
Giovedì 8 febbraio 2001
Vampiri - Vaghiamo all'ombra della notte, anime solitarie illuminate dalla luna, insonni e vagabondi residui di giornate chiassose, piene di luce e di gente, in questi enormi spazi ormai deserti. È la notte la nostra coperta che ci protegge e ci confonde tra le pieghe del suo nero mantello, e là ci muoviamo a nostro agio con fare ed andature flemmatiche in una danza senza tempo e senza ritmo. Le luci dell'alba ci sorprenderanno facendoci dissolvere nel nulla, vampiri della nostra città senza tempo torneremo a vagare dopo il tramonto, ma adesso una giornata ci aspetta, nelle sembianze di gente comune.
Mercoledì 7 febbraio 2001
Questioni di numeri - Non sono assolutamente un lettore di
Panorama, giornale che a dirla proprio tutta mi è abbastanza antipatico, lontano anni
luce anche dalle mie personali convinzioni politiche. Mi capita comunque talvolta di
acquistarne una copia più per i film in allegato che altro. Scorrendo le pagine del
numero della scorsa settimana, un articolo mi ha veramente lasciato senza parole, e tra
l'altro a questo articolo fa riferimento la copertina(!). Sciupafemmine!
Questo il titolo, e nell'immagine un fustacchione imperioso poggia il suo piedino su una
donna a quattro zampe sottomessa ma felice di esserlo.
Solito articolo maschilista in cui si esaltano le doti di un maschiacchio dei nostri
tempi, reduce dal trash televisivo del "grande fratello", niente di nuovo
i soliti parametri sociali con i quali confrontarsi, ma udite udite
tra questi ho
trovato due informazioni nuove, con le quali io come maschietto, ma credo qualsiasi
lettore (inteso come maschio), non può non soffermarsi:
1) il numero di donne con le quali si sono intrapresi rapporti sessuali e...
2) LE DIMENSIONI DEL SESSO!
Signori, è inutile negarlo, siamo allo sbando!
Allora, una settantina di donne?!?!? Ma signori, con qualcuna il bell'imbusto sarà
riuscito a scambiare una parola, no perché dico
di tempo gliene sarà rimasto
davvero poco per poterlo fare! E poi le tre dimensioni con le quali viene descritto il suo
sesso
ne avrei capita, con molta difficoltà, una. Ma tre? A cosa si riferiscono?
In buona sostanza malcapitati maschietti che leggete queste righe, quando ripenserete al
numero delle donne con le quali siete stati se non vi dispiace mandatemi una email di
consolazione, mi sentirò meno marziano; ma soprattutto quando vi troverete a fare pipì o
in altre analoghe circostanze e vi venisse in mente la storia delle tre dimensioni fatemi
per favore capire meglio a cosa si riferiscono!
Vi aspetto con ansia!
Martedì 6 febbraio 2001
Prima... v'era - Torno a Roma ed è quasi primavera , si avverte dal profumo di mimosa sui quegli ultimi viali alberati e poco trafficati rimasti. Passeggiando raggiungo il mio "fioraio di fiducia", e, rimango sorpreso nello scorgere in un piccolo secchiello, da una parte, un bel mazzo di fresie! "Ma come" gli dico indignato "le mie fresie in balcone hanno appena due fogliette striminzite, e queste sono già belle e fiorite? Com'è possibile?". Nel dire ciò, prendo il bel mazzo di fiori e lo annuso pregustandone l'intenso profumo che Amo da sempre! Ma sorpresa delle sorprese, del soave e dolce profumo non arriva al mio naso neanche una molecola, guardo il fioraio interdetto e deluso, e lui mi anticipa: "oggi mio caro, nelle serre si produce di tutto ed in tutti i periodi dell'anno, non importa la sostanza (in questo caso il profumo, in altri il sapore), l'essenziale è la forma!". Proseguo la mia passeggiata, torno a casa, esco in balcone e saluto con rinnovato affetto le mie fresiette striminzite ma sincere.
Giovedì 4 gennaio 2001
Acquerello - Imperversa un grande acquazzone fuori a questo bar, in una via qualunque di questa Roma così anonima stasera. Sono entrato qui dentro non so neanche io perché, forse semplicemente per ripararmi dalla pioggia, o forse per bere qualcosa di caldo. E mentre senza fretta poggio il bicchiere sulle labbra, ecco che all'improvviso, quasi come in acquerello, chi mi è intorno, diventa personaggio di una scena senza tempo. La signora alla cassa, sulla sessantina, rosso tinta con i capelli tirati su e due occhi blu volgarmente truccati, guarda con attenzione e commozione le scene di un pietoso programma televisivo in cui gli attori si accoppiano e si scoppiano come nulla fosse, e spiega alla commessa così poco intenta alle ultime pulizie del pavimento e molto, anche lei, presa dal trash televisivo, lo stato attuale delle coppie; più in là un tizio legge attentamente i pronostici del totocalcio, bisbigliando tra se e se le sue intenzioni. Il barista, personaggio spiccatamente pasoliniano, è intento a ripulire la macchina del caffè, tra poco si chiude e prima si chiude e meglio è, a giudicare da come sbatte gli oggetti sul piano di lavoro. Entra un ragazzo e chiede cortesemente se è ancora in tempo per acquistare un pacchetto di sigarette, la signora alla cassa lo ignora così presa com'è dalla teleporcheria, gli risponde scocciato il barista invitandolo ad entrare ma a fare in fretta. Guardo fuori, adesso Roma è allagata da un temporale degno dell'Antico Testamento, ma pago in fretta ed esco, senza ombrello, come sempre, e mentre la pioggia si impossessa rapidamente di me, ripiego queste immagini e le ripongo con cura nella mia memoria, mi darà piacere riguardarle, penso tra me.
martedì 26 dicembre 2000
Anime sole - Anime vaganti in uno spazio indefinito, mentre guardo le nuvole grigie di questa giornata fredda e cerco di vedere più su, la dove c'è l'azzurro, le gocce di pioggia sul mio viso mi aiutano a nascondere le lacrime di tristezza, mischiandosi in una alchimia misteriosa e ancestrale. E penso a quanti in questo preciso momento provano le stesse emozioni, in questo stesso modo, in qualche parte dell'universo, con la stessa tristezza e con la stessa voglia di vivere, la stessa mia voglia di vita. Ma rimarremo lì, finché il cielo non diventerà di nuovo azzurro, in attesa che un raggio di sole che scaldi queste esistenze ed asciughi i viali intrisi di pioggia.
lunedì 25 dicembre 2000
Natale dove sei? - Natale, vecchio ricordo ormai lontano, pieno di colori, di calore, di odori di rami di abete, di attesa dei doni, di musiche di cornamuse prima lontane, poi vicine e poi d nuovo lontane fino a scemare confondendosi con il rumore del temporale che bussando sui vetri bagnati di una finestra appannata dai vapori della cucina profumata di cibo, ricorda al mio cuore di essere felice, perché tu eri alla porta. Natale, vecchio compagno di giochi, com'eri bello! E come sei ridotto adesso! Non ti riconosco più, o forse, sei tu che non riconosci più me!
domenica 17 dicembre 2000
L'alba - Le
prime ore del mattino, con quella prima luce tenue dai colori dolci e soffici, che
sembrano voler aver cura di risvegliare con delicatezza la natura. Quel profumo di erba
bagnata e di foglie colorate che ammucchiate sui viali seguono il corso della loro vita
donando alla terra la loro vita e allaria il loro odore autunnale.
La rugiada e la nebbiolina soffusa bagnano il paesaggio infondendo ovunque una atmosfera
sensuale e misteriosa; colando dalle foglie ancora attaccate sui rami, le gocce sembrano
non volersene staccare e quei piccoli raggi di sole che le filtrano, le rendono simili a
preziosi brillanti.
Un leggero soffio di vento muove le punte degli alberi spogli ai lati del viale e lo
scricchiolio dei rami e dei tronchi sembrano il canto nostalgico di un vecchio uomo seduto
sul bordo della sua vita a ricordare.
Le prime ore del mattino, mi accarezzano lanima, mi rassicurano, mi infondono la
vita, e mi sento parte di questo universo.
(Sole tra gli alberi, le foglie, il
tronco, il viale)
mercoledì 6 dicembre 2000
Multimedia generation cultura ed anticultura - Siamo lultima generazione ad aver utilizzato esclusivamente i libri come strumento di cultura, di travaso del sapere tramandato dai nostri avi. Oggi la media-generation è pervasa e profusa di strumenti audio visivi multimediali e digitali, che nel tentativo di migliorare la qualità e la quantità di informazioni, in realtà la trasforma in qualcosa che va esattamente nella direzione opposta rispetto al target che si propongono (se mai veramente se lo propongono). Perdiamo un po di tempo vicino ad un giovane che utilizzi ad esempio un CDROM multimediale, che non sia un videogame, per rendercene conto. Questi sono i giovani figli di genitori che molto orgogliosamente affermano: mio figlio sa utilizzare il computer benissimo, meglio di me!
Ok: bene linserimento del CDROM nella apposita unità, ottimo lutilizzo del mouse sui link delle prime videate, buona capacità di visualizzare foto e filmati. Benissimo!!! Sappiamo anche copiare ed incollare, ed estrarre poi il CDROM, tutto in pochi minuti; adesso è ora del tè e poi della TV o del videogame. A proposito, il CD conteneva anche del testo, cosa ne pensi? Ah, non lhai letto, già capisco, è la parte più noiosa. Alla prossima.
martedì 5 dicembre 2000
Uno scherno piccolo piccolo - Processi del lunedì, giovani di belle speranze (o disperati) rinchiusi in una casa a dar prova di fittizia naturalezza in un tran tran che di vita quotidiana e di realtà ha veramente poco, telequiz e poi calcio calcio e calcio e qualche telegiornale manipolato dal questo o quel direttore TG in cerca di potere politico. Quale cultura, quale sapere ci vogliono far passare come buono. Con cosa vogliono sostituire quel poco che abbiamo faticosamente costruito nelle nostre menti, facendo a meno del piccolo scherno ops sorry del piccolo schermo? Con le risposte ai telequiz, oppure con gli stereotipi culturali delle pubblicità o dei grandi fratelli? Dobbiamo impedire questo spegnendo il piccolo scherno (continuo a sbagliare ma non correggo) utilizzando però il bottone accanto al video e non quello del telecomando, per evitare fortuite riaccenzioni. Riprendiamoci il cervello e rendiamogli la loro corsa allaudience. Che corrano da soli insieme alla loro spazzatura.
lunedì 4 dicembre 2000
1000 di questi giorni - Senza effetti speciali, senza né beep beep né boom boom, senza pretese di volere diventare grande, anzi Senza aver mai pensato che tutto ciò potesse essere di aiuto o di interesse per qualcuno diverso da me, senza aver mai considerato che qualcosa che mi desse una emozione potesse essere condiviso, o fonte di emozione per qualcun altro, senza mai neanche aver potuto immaginare quali e quante attestazioni di stima e simpatia e solidarietà ed incoraggiamento mi sarebbero arrivate da tutti voi, ebbene ragazzi miei, senza tutto questo, siamo arrivati in soli quattro mesi a mille accessi a questo sito.
Senza illusioni, ma con tanto entusiasmo ed un po di commozione, vi voglio dire grazie, perché ci siete! A presto amici miei, ci vediamo presto, naturalmente su queste pagine. FdB
venerdì 13 ottobre 2000
Cogito ergo sum - Credo di essere tra i pochi italiani a non aver mai posseduto un mio proprio televisore, e sono disponibile, per questo, come cavia per esperimenti longitudinali sugli effetti che questo ha procurato sulla mia personalità. Credo, nel tempo, di avercela messa proprio tutta, talvolta mi sono impegnato con tutta la buona volontà a resistere davanti ad un programma televisivo (di vario genere) ma tutti i miei tentativi sono sempre miseramente falliti o per il sopravvenire del sonno (da noia!) o per l'intolleranza di fronte a tanta miseria, non certo intesa in senso stretto, ma come povertà di idee e soprattutto di argomenti. Il mio stupore e la mia incredulità, è soprattutto però rivolta ai fruitori del "servizio", poiché chi produce certi programmi televisivi ha tutte le ragioni per continuare a farlo, se pagato (profumatamente) per questo, e soprattutto se l'audience è alta; ma chi si siede davanti al televisore appagato per aver assistito ad una disputa familiare in diretta, o una calda discussione madre figlio, o alla papera di quel famoso attore, merita (mi scusi chi mi legge e fa parte della schiera) tutto il mio personale sbigottimento (oggi mi sento particolarmente buono). Esistono certamente modi migliori di onorare la propria esistenza impiegando in maniera migliore il tempo, basta pensarci, o è proprio questo il problema?
giovedì 12 ottobre 2000
Piccole storie
ignobili - Cosa vuol dire soffrire? Cosa vuol
dire sentirsi soli? Cosa vuol dire veramente morire nell'indifferenza? Potremmo chiederlo
alle anime di quegli anziani, che soventemente capita di leggere sui quotidiani sono
ritrovati morti magari da mesi, e dei quali nessuno si è accorto della scomparsa, perché
nessuno avrebbe potuto accorgersene.
Come hanno vissuto gli ultimi anni della loro vita questi esseri umani dimenticati dagli
uomini, costretti alla miseria da MISERE pensioni, magari malati e ridotti alla
immobilità e quindi alla dipendenza totale dell'altrui disponibilità (o
indisponibilità). Come hanno vissuto il Natale o il ferragosto mentre il mondo
festeggiava accanto al focolaio famigliare, soli? Insieme ai loro ricordi? O magari
annegati e annebbiati nei fumi fatui dell'ultima bottiglia, quella delle grandi occasioni?
Come hanno saputo convivere alla tremenda idea di non avere nessuno? Ho provato ad entrare
in un ospedale, ed avvicinarmi ad uno di loro, ho avuto paura, paura di toccare la loro
sofferenza, paura di chiedere "cosa posso fare per te?", paura di toccare con
mano il mio intimo terrore riflesso in quei occhi tristi, ossia: di finire un giorno come
loro. Solo e dimenticato.
Quale risposte potete darmi voi anime che avete già vissuto queste "piccole
storie ignobili", come posso superare questo mio grave limite, in che modo?
Regole e rivoluzioni - Qualche giorno fa un distinto signore con accento spiccatamente settentrionale vedendomi marciare contromano in una angusta via del centro, a cavallo della moto, mi ha voluto esporre tutto il suo disappunto, sulla inosservanza delle regole che abbiamo noi, qui a Roma. Non ho potuto che constatare le sue ragioni, ma, la mia riflessione a posteriori ha (come al solito) valicato i confini dell'episodio e dischiuso le porte a riflessioni più "profonde". L'osservanza delle regole: giusto obbedire ciecamente alle regole o giusto invece opporsi ad esse quando queste "violano" in modo palese il nostro sopravvivere? Mi spiego meglio, se mai nessuno si fosse opposto alle regole oggi vivremmo tutti osservandole, ma le regole di chi? Mussolini, Hitler, Lenin, Franco e molti altri dittatori ben hanno saputo dettare regole (e ancor meglio come farle rispettare) e se non ci fossero state persone che a queste regole avessero saputo dire NO, con la loro stessa vita, oggi dovremmo ancora assistere a genocidi, leggi razziste ed epurazioni. Qualcuno ha saputo dire NO. Non voglio fare alcuna rivoluzione si stia tranquilli, mi sento troppo "piccolo" per farlo, ma voglio solo ricordare momenti, periodi storici e personaggi che con il crisma rivoluzionario hanno cambiato le sorti del mondo; e penso al '68 a Ernesto Che Guevara, a Ghandi, a Mandela, alle lotte partigiane; potrei continuare, ma il ricordo mi rattrista, e mi rattrista soprattutto ricordare il detto "disgraziato il popolo che ha bisogno di eroi".
domenica 03 settembre 2000
Per una volta... - Doveva succedere prima o poi, mio caro A.Carotenuto, che io fossi per una
volta daccordo con una sua idea! Sono ormai 20 anni che non condivido assolutamente nulla
di ciò che lei asserisce soprattutto quando parla della sua Psicoanalisi e quando sento
parlare di lei da suoi pazienti e studenti, ma... questione di punti di vista, nulla di
personale. Ma qualche giorno fa il miracolo! Sono pienamente in linea con lei,
relativamente a quanto asserisce nel suo racconto pubblicato sul Messaggero e con le sue
affermazioni sull'Amore. Forse ciò è successo anche perchè lei ha evitato, per una
volta, di parlare di Psicoanalisi!
Leggo e condivido: "... perchè credetemi, l'Amore è tutt'altro che solare,
diurno. E' quantomai oscuro, misterioso, indispensabile... Gli innamorati sono soli contro
tutti... Chi ha detto che l'Amore è sempre qualcosa di bello, buono e solare?".
Casa aggiungere a ciò che lei afferma molto esaurientemente!? Credo proprio nulla.
L'Amore, quello vero intendo, è proprio questo, complesso, travagliato, qualcosa che
ti porta via l'anima, che ti fa soffrire, piangere urlare di dolore, notturno e
sinistro... inaspettato. Ma per tutto questo e molto altro MERAVIGLIOSO!
Un uomo a metà - Guardando la forma del nostro cervello, viene inevitabilmente in mente
una noce sgusciata. Composto di due emisferi, il destro ed il sinistro, la crescita e il
suo sviluppo viene socialmente condizionato; in che modo? Uno di questi è il cosidetto
processo di lateralizzazione, per il quale ad un certo punto l'emisfero sinistro, che
provvede ad "impartire ordini" a tutto il lato destro del nostro corpo, si
specializza e diventa per così dire molto meno pigro del destro, tranne per i casi di
mancinismo per i quali accade l'esatto contrario.
Dunque, sappiamo bene che ciò è frutto di un condizionamento sociale, al bambino si
pone la posata o la matita preferibilmente nella mano destra, perchè è così la
normalità! Normalmente la "gente" scrive con la destra, mangia con la destra,
spara con la destra, e così via! Ma esiste una ormai ampia letteratura in materia, che
esorta sempre più gli educatori a stimolare entrambi i "lati" del corpo dei
bambini, perchè crescano utilizzando indifferentemente destra e sinistra. Sembra che il
mancato processo di lateralizzazione, con il conseguente impigrimento di uno dei due
emisferi, rafforzi sia fisicamente che psicologicamente i soggetti sottoposti a questo
tipo di osservazione e studio!
Il sonno dei
"giusti" - In un articolo de "Il
Messaggero" di agosto una lettrice si lamenta dei "motorinisti incivili"
aggiungendo un "Basta, non ne possiamo più". Si legge tra l'altro "Fuori i
motorini dal centro storico, via i motorini dai marciapiedi. I motorini sono rumorosi,
inquinanti, indisciplinati, incontrollati". La signora se la prende tra l'altro con
Sindaco, assessori e vigili urbani.
Come esponente della truppa dei "motorinisti", ma soprattutto della schiera
di coloro che cerca di vedere le questioni con il minimo di buon senso e obiettività
indispensabili per non farneticare, vorrei suggerire alla lettrice di aprire gli occhi
alle seguenti domande:
1) Incontrollati?!?! Indisciplinati?!?!? Mi chiedo se la signora ha mai percorso
strade come viale Marconi o via Cola di Rienzo? Ed ha mai visto la quantità di auto in
doppia fila? E allora i controlli per quegli automobilisti dove sono? Diciamo dunque che i
controlli mancano in senso assoluto, non solo per i "motorinisti"! Aggiungo
inoltre che gli ultimi tre incidenti in moto che ho avuto sono stati tutti causati dai
"disciplinatissimi automobilisti" che dimenticano sistematicamente di attivare
gli appositi segnalatori di luce lampeggiante quando decidono di cambiare corsia.
2) Inquinanti eh? Vorrei solo che signora immaginasse per un attimo cosa diventerebbe
la nostra amata città se, come per magia, in un istante tutti i mezzi a due ruote si
trasformassero in automobili.Trascuriamo per un attimo i problemi di spazio che si
creerebbero, pensiamo invece dell'enorme quantità in più di consumo in più di benzina
con il relativo effetto sull'ambiente. Allora? Come la mettiamo con l'inquinamento? O
vogliamo asserire che un auto consuma quanto un motorino 50?
3) per quanto riguarda infine i marciapiede le vorrei brevemente raccontare, gentile
lettrice, un episodio significativo che le potrà essere di aiuto per meglio comprendere
la realtà...
Normalmente lascio la mia moto, quando possibile, negli appositi parcheggi (comparsi
a Roma con la gestione Rutelli), quando ciò non è possibile scelgo generalmente il
"sopramarciapiede" per non togliere un ulteriore posto all'automobilista che ha
certamente più difficoltà di parcheggio di me! Un bel giorno però per problemi di
fretta lasciai la moto a lato strada, ed un automobilista, per prendersi il posto, in mia
assenza, mise la mia moto sul marciapiede e parcheggiò nel mio spazio. Nulla di male se
non fosse passato sciaguratamente un vigile e non mi avesse fatto la multa. Cosa ne pensa?
Signora lettrice si svegli dal suo pesante sonno, e scenda tra noi mortali, viva con i piedi a terra insieme a noi, magari non sulle nostre vili due ruote, si tenga le sue quattro, ma... svegli!
Lunedì 14 agosto 2000
La forza dei nervi distesi - La calma è la virtù dei forti, si dice, e forse è vero; mantenere la calma quando tutto intorno a noi sembra precipitare, saper fare mente locale sulla situazione e riorganizzare lo scenario esterno a nostro favore, è l'arma segreta di che riesce nella vita. Resta solo da capire da dove provenga tale capacità e come mai essendo coscienti che il panico non conduca a nulla di positivo per noi, spesso ne cadiamo preda inesorabilmente. Troppo facile è appellarsi alla sicurezza in se stessi, e troppo generico e azzardato considerarla dote naturale. Sarei portato più che altro a questa considerazione: quanto il restare calmi è sintomo di una non immediata coscienza del problema, e quanto d'altra parte il perdersi d'animo è segno di una tendenza alla enfatizzazione del problema stesso? La spunterà comunque, secondo il mio pensiero, il primo che, se pure in linea teorica, non si è reso conto della entità e gravità del problema, magari ha trovato il tempo per mettere intanto una "toppa". Il secondo non potrà mai fare a meno dell'enfasi, per una caratteriale tendenza alla stessa, che però se utilizzata correttamente potrà comunque essere strumento di successo nella vita, ripensando al detto indiano: "affronta tutti i problemi piccoli o grandi che siano sempre con la forza di un elefante".
Domenica 13 agosto 2000
Bidibi bodibi bu! - Mi è difficile, tutte le volte che mi trovo di fronte ad una difficoltà, non ripensare al mio amico muratore, Livio. Ogni volta desideravo realizzare una "piccola" modifica strutturale al mio appartamento, fosse pure la più stramba e stravagante, e per me assolutamente irrealizzabile mi sentivo candidamente rispondere, in un dialetto misto tra il sardo ed il romanaccio: "tutto se ppo fa". Ed è stato sempre vero! Ogni cosa gli chiesi, fino alla fine, lui la realizzò, magari borbottando un po'. Oggi che il caro Livio non c'è più, e qualche volta ho l'impressione di non farcela, mi basta ripensare al suo candore, ed alla forza della sua formula magica, e tutto diventa possibile. Grazie piccolo e testardo omino venuto da lontano, grazie di cuore.
Davide e Golia - È incredibile come a volte dietro persone semplici e senza cultura spesso si possano scoprire filosofie di vita e modi di fare e pensare normalmente attribuibili a "menti elevate". L'osservazione mi viene da una frase spesso usata dal mio meccanico di fiducia, il quale arrabattando nei meandri a me sconosciuti del motore della mia auto, e rabberciandoli alla meglio e spesso in maniera grossolana, me la riconsegna con un gran sorriso dicendomi "finché dura fa verdura". Le prime volte ricordo bene il mio rabbrividire, ma con il tempo ho imparato a fidarmi e ho capito che nulla di meglio riescono a fare i grandi centri specializzati, computerizzati e polifunzionali (o pollifunzionali che dir si voglia), che spillando molti più quattrini e celandosi dietro saccenti diagnosi non danno assolutamente alcuna superiore garanzia. Esperienza e filosofia contro le "scienze esatte" e la tecnologia avanzata, Davide contro Golia.
Sabato 12 agosto 2000
Barboni si nasce signori si diventa - Qualche tempo fa ho avuto il piacere di accompagnare una "pattuglia" di volontari della Caritas per il giornaliero giro serale per la distribuzione di cibo ai barboni della nostra città. La mia prima sensazione è stata la più comune, quella socialmente indotta, ossia la grande pena per l'apparente dramma di queste persone che vivono ai margini estremi della società, ma subito dopo mi è apparsa sempre più evidente la condizione di volontarietà e di libera scelta che ciascuno di loro fa, scelta coraggiosa e vissuta coscentemente, spesso nella piena facoltà di intendere e di volere, palesata se qualcuno avesse dubbio, dal fatto che in una notte gelida di febbraio solo alcuni hanno accettato l'invito dei volontari, di trascorrere in un letto caldo e pulito dell'ostello della stazione Termini le restanti ore che ci separavano dal mattino. Affezionati e spesso gelosi del loro posto da anni, non sono per nulla disposti a rinunciarvi, piuttosto la morte, che purtroppo, come sappiamo spesso interviene a rompere bruscamente il loro contratto di proprietà.
Venerdì 11 agosto 2000
I cerchi concentrici della solitudine. Solitudine, è una parola così ricorrente, uno stato nel quale precipitiamo spesso, nella voragine sempre spalancata di questa affollata e soffocante vita moderna. Ma cosa vuol dire veramente solitudine? E soprattutto come ci si può sentire soli pur vivendo in mezzo a tanta gente, sottoposti a questa continua coazione all'incontro/scontro con gli altri, che questa nostra struttura sociale capitalistica ci impone? In realtà, secondo il mio pensiero, la solitudine è uno stato interiore, nulla affatto legato alla quantità di persone che ci circondano, ma alla vicinanza emotiva che noi assegniamo a chi ci ruota intorno. E' come se il nostro io costruisse dei cerchi concentrici intorno a noi. E più persone si avvicineranno al cerchio più interno, meno ci sentiremo soli; quindi il nodo della questione si sposta sulla risposta al quesito: cosa ci porta a far avvicinare emotivamente qualcuno alla nostra sfera più intima?
Le rose e le spine - Senza necessariamente voler prendere posizione contro gli extracomunitari che devono continuamente e tristemente inventare qualcosa per vivere o sopravvivere, la mia vuole essere solamente una constatazione di come il bisogno aguzza sempre più l'ingegno! È un sottile e machiavellico meccanismo psicologico quello che si cela dietro agli occhi (astutamente) supplichevoli dei venditori di rose costantemente in agguato in ristoranti, strade, piazze, semafori, luoghi d'arte e... chi più ne ha più ne metta. Il primo approccio è un classico complimento alla bella signora; come puoi tu gentiluomo non regalare una bella rosa alla tua lei? Se non lo fai sei un cafone! Ma se non funziona questo "metodo" la si può buttare senza problemi sul fatto che se non mi compri la rosa non mi aiuti a vivere e domani morirò di fame! Non funziona neanche questo? Ok, ne ho pronta un'altra allora: io la rosa te la regalo, e me ne vado, ma se non mi corri dietro per "darmi qualcosa" allora sarai dilaniato per tutta la sera dalla sensazione di essere una gran tirchio! Cafone, razzista o tirchio?
Zingari e tradizioni - Sono ormai passati tre anni, eppure mi sembra ancora di sentire profumi e colori di una notte del 6 gennaio passata nel campo nomadi di via tibutina, durante il natale zingaro. Una esperienza veramente suggestiva e toccante, fatta di semplicità e di forte e sentita tradizione, in stridente contrasto con il nostrano consumistico modo di festeggiare gozzovigliando la sera del 24 dicembre. Una notte passata al freddo degli hangar con il pavimento cosparso di paglia (a ricordare la stalla dove nacque Gesù), tassativamente a digiuno, in attesa, verso le 4 del mattino, che il bimbo o la bimba più piccola della famiglia bussi alla porta e annunci che è nato il Salvatore. E poi la grande festa, fatta di cibo, di fuochi, di odori unici, senza dimenticare l'offerta, al mattino di un pasto ai defunti di famiglia. Come dimenticare la gioia negli occhi dei bambini, per una festa così semplice ma vera, toccante, come la fede di quella gente troppo spesso additata e bistrattata ingiustamente?
Venerdì 28 luglio 2000
Il valore della
vita - Qualche anno fa, durante un meeting con
R. Tausch docente dell'università di Amburgo ed intimo amico di Carl Rogers, caposcuola
della corrente psicoterapeutica umanistico/esistenziale (terapia centrata sulla persona),
provai l'esperienza di vivere attraverso una meditazione profonda, l'esperienza di essere
delle ultime ore della mia vita, prima di morire. Immaginai il luogo, le persone, gli
oggetti, gli animali, gli odori i colori e le sensazioni e sentimenti che immaginavo
sarebbero stati realmente quelli che avrebbero accompagnato il mio trapasso.
Ciò che portai via da quella importante prova con me stesso è il troppo significato che
attribuiamo a cose che non ne hanno, come ad esempio un autobus perso per un soffio, o un
po' di pioggia presa senza ombrello, e quanto invece poco ci soffermiamo su ciò che ci
circonda, il nostro prossimo, la bontà degli occhi del nostro cane, il cielo, il mare,
l'Amore.
Malato terminale - Cos'è un malato terminale? Nella accezione prettamente medica è colui che, affetto da malattie incurabili quali cancro, aids, leucemia o altro, si trova nella condizione di doversi sottoporre a cure che prolungheranno la sua vita il più possibile ma la sua vita terminerà presto. Quante volte nella nostra esistenza è passato, se pur fugacemente, il pensiero di trovarci noi stessi, persone sane, nella condizione di "malato terminale". Cosa provano queste persone sedute sul bordo della loro vita mentre osservano da una parte il precipizio e dall'altra la loro vita, quella che è stata? Sarei tentato di interpretare il loro pensiero rispondendo: l'inutilità di tanti affanni nella vita, e la poca importanza attribuita alle cose veramente significative di questo mondo. Ma mi dico anche che questa è una semplificazione di un dramma terribile che solo chi sperimenta può raccontare, avendone la forza.
Giovedì 27 luglio 2000
Sogno o son desto? - Dice Freud che i sogni sono la "espressione di desideri irrealizzati nella realtà". Altre correnti assegnano al sogno il compito di "riportare alla coscenza frammenti di un inconscio sepolto" dalle inibizioni e dai pudori della vita quotidiana in questa nostra società moderna così ancora piena di vincoli, barriere e (falsi) pudori. Dove sia la verità è difficile dirlo, certo, gli incontri notturni con le nostre paure, ma anche con le nostre gioie, sono una realtà incontrastabile, ma dare di questo una interpretazione, nonostante i secolari tentativi di profeti o stregoni è compito assolutamente arduo, e mutevole di persona in persona. Assegnare ad un oggetto sognato un simbolismo, fallico o numerico, a seconda dei casi e di chi interpreta, non solo è facilmente suscettibile di errori grossolani, ma anche pericoloso per chi "subisce" il verdetto. L'unico modo a mio parere per avere una giusta interpretazione di un proprio sogno è quella di ripensarci attentamente e coglierne i particolari che a proprio giudizio sono significativi. Forse non è semplice, ma sicuramente è un sistema indolore.
Mercoledì 26 luglio 2000
Dimmi come chatti
e... - Chi avendo un PC collegato ad internet ha
saputo resistere alla tentazione, almeno una volta, di entrare in una chat?
Piccolo universo popolato di tanti pseudonimi (nickname) senza volto, a volte senza
sesso, molto spesso senza nulla da dire.
Internet patria della nuova comunicazione di massa, luogo di incontro di virtuali
solitudini, e di navigatori più o meno alla ricerca di un approdo. Stanze comuni e
virtuali dove ognuno lancia appelli più o meno a vuoto, o camerette private dove si
consumano passioni elettroniche a svariati bit al secondo.
Più che la rottura dei confini spazio/temporali io parlerei di una pericolosa
tendenza alla schizofrenia di massa... quella vera, non virtuale.
Esperti informatici
o "smanettoni"? - Una delle ultime
volte in cui sono stato dal barbiere, questi, con molta perizia, saccenza e meticolosità,
mi ha spiegato come formattare il disco fisso del mio PC a basso livello. Il figlio di una
mia collega , smonta e rimonta un PC, aggiungendo e togliendo pezzi, come fosse una
scatola di costruzioni Lego.
Peccato solo che il mio insigne barbiere non sappia poi come impaginare una lettera
di 10 righe con una videoscrittura, e che il figlio della collega non conosca ne la parola
ne tantomeno l'applicazione di un driver.
Esperti di informatica, scienza degli ignoranti.
Marameo bang bang! - Se non indossi il casco in moto, e scappi, e fai marameo al poliziotto,
rimedi una pallottola nella schiena. Vediamo l'argomento (ultimo di cronaca) dalle due
angolazioni.
Il poliziotto, "pischelletto" di 23 anni, ha certamente abusato del suo
revolver, facendo giustizia sommaria al suo orgoglio ferito e... pagherà cara la sua
esuberanza postadolescenziale, anche se una bella fetta di responsabilità è imputabile a
chi sciaguratamente lo ha messo sulla strada, così giovane e psicologicamente labile.
Ma il casco, ormai lo sappiamo tutti, sebbene scomodo, antiestetico, costoso, è pur
sempre obbligatorio di giorno e di notte e a tutte le età. Quindi già il fatto di non
indossarlo per mostrare la propria capigliatura o il proprio scalpo di moda, o la propria
"forza", "coraggio", sfida o strafottenza, è comunque fuori dalle
regole, ma se poi ci aggiungiamo lo sberleffo!?
Venerdì 21 luglio 2000
Come stai? - Mi ha colpito (ed affondato) una bellissima poesia scritta da una ragazza, malato terminale, prima di morire, e che presto unirò (promessa mantenuta... eccola!) alla mia collezione nella sezione dedicata alla poesia di questo sito. Una delle considerazioni di questa anonima scrittrice è più o meno questa: "Quando chiedi a qualcuno - come stai? - ti soffermi ad ascoltare la sua risposta?". Giusta constatazione, semplice ma profonda. Quanti di noi, ogni giorno, al telefono o incontrando una persona chiedono: "come stai?", soffermandosi poi sulla risposta? Ormai il chiedere "come stai?" oppure "tutto bene?", è entrato nel nostro terribile ed inumano intercalare. Non è importante ciò che l'altro risponde, è come dire "buongiorno" o "che bella giornata!", non un atto di attenzione verso il nostro prossimo, verso un'altra persona. Solamente quando noi stessi abbiamo sperimentato il bisogno di rispondere timidamente "non tanto bene", e provato il dolore di leggere sul viso dell'altro l'indifferenza di chi non ha ascoltato, allora forse, come nel caso dell'autrice della poesia, si può arrivare a capire veramente a fondo, quanto questo nostro modo di vivere ci stia allontanando gli uni dagli altri. Complimenti vivissimi Anonima creatura del paradiso.
Amici mai - Amici mai per chi si Ama come noi, non è possibile... (A. Venditti). La
domanda è: è possibile dopo un aver avuto un rapporto di Amore con una persona, riuscire
a frequentarla o a rivederla senza di nuovo provare gli stessi sentimenti o rimpianti o il
desiderio di...
La mia opinione personalissima è che se Amore era Amore sarà sempre, e si può solo
fingere che sia finito tutto, ma l'Amore, bada bene quello vero, è eterno e non finisce
mai. Non saremo mai più amici come prima e... forse non lo siamo stati mai!
Giovedì 20 luglio 2000
Amici e nemici - L'amico del mio nemico è mio nemico (B. Russel). Non mi sembra
una regola assoluta, e poi chi è mio nemico? Chi non condivide le mie idee, i miei
ideali? Chi non pensa come me? O chi mi invidia, o chi cerca di affossarmi per avermi alla
sua pari altezza?
No, credo proprio che ci siamo mio caro Russel. Posso compiangere ma non cosiderare
mio nemico chi si sente così basso; nessuno nasce cattivo, al limite ci si può
incattivire, come il cane legato alla corda o alla catena, ma in ogni caso si può fare
qualcosa per "liberare" dal male queste persone. Ne tantomeno potrò mai
considerare mio "nemico" l'amico del mio "nemico". Non ti preoccupare
caro Russel, non sto scomodando la mia cristianità, ma solo la mia intelligenza.
Stragi del sabato
sera - Mi sento solidale e vicino ai genitori
delle vittime delle stragi del sabato sera. Questa sera nella chiesa dei SS.Giovanni e
Pietro, si è celebrato un concerto in memoria di tanti giovani che hanno perso la vita
sulle strade del... sabato sera. I Soul Singer, per la verità molto bravi oltre che
ispirati, guidati da un altrettanto entusiasta maestro Riva, pienamente integrato in un
gruppo di giovani ma sapientemente diretti.
Meno vicino mi sento purtroppo alle anime di questi ragazzi che hanno perso la loro
giovane vita. Non foss'altro perchè nato e cresciuto in un periodo in cui si poteva anche
morire giovani, ma per un ideale, per una idea o per una ideologia (Giorgiana Masi o
Walter Rossi ne sono i manifesti), ma non certo per un "crack" in discoteca, o
per la folle corsa verso i cornetti caldi delle 5 del mattino.
Morire giovani è comunque e sempre terribile, ma avessi potuto scegliere...
Si apre un dibattito o sto sognando? Mi pervengone delle Email, con delle "controriflessioni", e me ne sento commosso. Non immaginavo e non aspiravo a tanto ma... a questo punto ben vengano. E... come dice Francesco Guccini:"...per chi non è abituato pensare è sconsigliato...", se questo può essere utile a muovere la materia grigia, dal grigiore. Evviva, mi sento vivo e vi sento vivi. Grazie amici miei. See you tomorrow!
Email pervenuta il 19 luglio 2000 nel pomeriggio e fa riferimento alle mie riflessioni di ieri su Istinto e ragione.
Istinto o ragione, che bel
dilemma! vuoi il mio punto di vista? La coppia ideale è che ha più garanzia di solidità
è quella il cui istinto è forte, dominante ma..un "istinto" può essere
confuso con uno "falsato" e quindi ci sono grandi amori a letto che poi si
rivelano delle catastrofi se vissuti nel quotidiano, come è vero che altre coppie
confondono lamore con la routine e non provano mai lestasi,secondo me
listinto guida ma è tanto affidabile quanto condiviso dalla ragione, soprattutto
nelle donne la fiducia ed il riconoscimento dellaltro come "giusto per
sè" dà la possibilità di abbandonarsi e....quindi listinto che è
prioritario è soddisfatto e alimenta il rapporto ma non è che un elemento. come vedi
sono daccordo con te si è dato troppo valore alla "forma" del rapporto di
coppia e troppo al matrimonio , poco ad uno sviluppo interiore o crescita spirutuale della
persona perciò spesso si tende più a cercare nellaltro un completamentamento
piuttosto che unespansione
chi ha bisogno di emozioni cerca la passione
chi ha bisogno di soddisfare una dipendenza la famiglia
chi ha bisogno di amore?
queste affermazioni hanno prodotto molte critiche diverse tra loro, nel tempo, è una
questione delicata e molto personale,ho dedotto che rispetto lequilibrio altrui
io aspetto
grazie per lopportunità di riflettere
Mercoledì 19 luglio 2000
Fasi lunari. Luna calante, e sì, luna calante da domenica, quando, alle 23,30 circa, la terra allineandosi al sole ed al nostro luminoso satellite ne ha determinato per un'ora e mezza il totale oscuramento. Dovremo attendere ora altri 1000 anni per assistere nuovamente ad un fenomeno simile. La luna con le sue fasi determina le mareggiate, come dubitare quindi che possa avere un effetto sul nostro cervello, sui nostri comportamenti, sui nostri umori, sulla nostra vita quotidiana. Non è raro sentir parlare di persone lunatiche, alludendo a "soggetti" che cambiano comportamento ed opinione ciclicamente. E' lecito dunque pensare per i prossimi 20 giorni una parte dell'umanità, l'esercito dei lunatici, condizionerà il mondo con i suoi umori neri? L'effetto magnetico che la luna esercita sulle maree può non esercitare nessun effetto sul nostro cervello che funziona solo su principi elettromagntici? Probabile che la schiera di coloro che sono sensibili ai magnetismi della luna non si renda appieno conto di quanto i poveri ed "insensibili" mortali possano e debbano subile le loro intemperanze e le loro angherie. Il mio pensiero di questa notte di semilunapienacalante è: quanto la mancanza di carattere (o di opinione...) o carenze caratteriali possono essere scambiate con la LUNATICITA'?
Istinto o ragione. Istinto o ragione, Amore o intelletto, uomo o animale. Tesi, antitesi o
sintesi.
Cosa è importante affinchè un uomo ed una donna formino una coppia felice e
duratura? La conoscenza, quindi la ragione, o quell'imperversare di emozioni che si prova
normalmente durante la fase dell'innamoramento (e che per la verità in pochissimi casi
permane) ovvero l'istinto?
Rimarrà più a lungo insieme la coppia che si conosce a fondo, completamente, come
le proprie reciproche tasche, oppure la coppia che si conosce meno ma che condivide
comunione spirituale, complicità, emozioni, passione, in una sorta di aggancio
ancestrale?
Probabilmente, Aristotelicamente parlando, la risposta è nel mezzo, ma purtroppo
molto spesso, a mio parere, si cade in una di queste due estremità, trascurando
l'opposta. Troveremo quindi ad una parte coppie che stanno insieme da una vita, che si
conoscono a menadito, e per le quali la parola Amore è una parola non solo starna, ma
oserei dire estranea o ancor... più pericolosa; e dall'altro amanti travolti da grandi
passioni, destinate a naufragare sugli scogli della quotidianità, della realtà.
Folla e follia. Cosa distingue la folla e la follia? Probabilmente solo una i. Basta osservare i luoghi dove più persone sono costrette alla vicinanza coatta. Nell'Autobus, allo stadio, alla fila per pagare una bolletta alla posta! Azioni che in assenza di folla sarebbero logiche, naturali, diventano folli nella folla. Faccia un passo avanti chi non è daccordo.
Francesco de Benedetto
Francesco de Benedetto Copyright © 2007 - Un mondo di emozioni.
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Aggiornato il :
12-01-10.